Maturità, parlano i presidi: «Perplessi sull’esame in presenza, nelle commissioni tante persone fragili»

Redazione,  

Maturità, parlano i presidi: «Perplessi sull’esame in presenza, nelle commissioni tante persone fragili»

I presidi dell’Associazione nazionale presidi (Anp) si dicono perplessi sull’opportunità di far svolgere gli esami di maturità in presenza. “Ribadisco le perplessità – scrive il presidente Anp, Antonello Giannelli alla ministra Azzolina – sulla opportunità di far svolgere i colloqui in presenza. Sebbene il CTS abbia autorizzato questa modalità,, mi corre l’obbligo di sottolineare che l’età media del personale scolastico è piuttosto elevata e che, per espresso riconoscimento dell’INAIL, i lavoratori di oltre 55 anni devono essere destinatari di particolari attenzioni nei confronti del Covid-19. È facilmente prevedibile, inoltre, che nelle commissioni d’esame siano state inserite numerose altre “persone fragili” che potrebbero legittimamente presentare istanza di sostituzione”.

“Questa situazione – fa notare Giannelli – minerebbe alla base uno dei principi ispiratori della formula emergenziale scelta per lo svolgimento dell’esame di Stato, ovvero l’internità delle commissioni che è elemento fondamentale per garantire la migliore valutazione degli studenti. In altri termini, molte commissioni potrebbero trovarsi ad operare eludendo, di fatto, questa disposizione primaria”. L’altra perplessità dell’Anp riguarda i candidati esterni. “Poiché anche questi esami, secondo la bozza dell’ordinanza, dovrebbero svolgersi in presenza, valgono integralmente le perplessità già formulate. In aggiunta a tale criticità, ritengo di dovere evidenziarne una ulteriore di carattere organizzativo. Le sessioni degli esami preliminari, infatti, si dovrebbero tenere “a partire dal 10 luglio 2020″ davanti al consiglio della classe dell’istituto collegata alla commissione alla quale il candidato è stato assegnato ma, poiché gli ordinamenti delle scuole secondarie di secondo grado, in base ai piani di studio, prevedono prove su discipline diverse e che si differenziano anche nel numero e nelle modalità, sarebbe opportuno che le date di svolgimento degli esami preliminari fossero decise autonomamente da ciascuna istituzione scolastica”. L’associazione chiede alla ministra “di apportare al testo della emananda ordinanza le modificazioni necessarie a risolvere le suddette criticità”.

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