Mario Memoli

Droga e pizzo a Salerno, scacco alla gang del boss Persico: 38 arresti

Mario Memoli,  

Droga e pizzo a Salerno, scacco alla gang del boss Persico: 38 arresti

Blitz antidroga dei carabinieri con 38 misure cautelari (16 in carcere e 22 ai domiciliari) disposte dal gip del Tribunale di Salerno: i provvedimenti nascono da un’indagine iniziata nel 2017 nei confronti dell’associazione guidata dal boss  Ciro Persico, padre di  Vincenzo, soprannominato “enzo cola cola” e ucciso nel 2014 a Montecorvino Rovella.  Persico era legato in origine al clan d’Agostino, con un ruolo di rilievo, solo dopo che i vertici del clan vennero arrestati, il suo ruolo di rilievo si è trasformato  in un punto cardine del clan. Ha continuato lui a mantenere il controllo dello spaccio nel cuore della città di Salerno. Il nome dell’operazione, porta il nome di “ Prestigio” perchè nel corso di una intercettazione telefonica, il boss dichiarava che il suo obiettivo non erano i soldi ma il prestigio e l’affermazione. L’ex esponente del clan di via Capone, è risultato punto fondamentale della distribuzione di grossi quantitativi di sostanza stupefacente, non solo all’interno del centro storico ma anche in altre zone della città e della provincia. Proprio lui, infatti, incontrò il clan De Feo di Bellizzi, per rifornire di droga i comuni di Acerno e Montecorvino Rovella.L’attenzione degli inquirenti si è poi rivolta allo storico gruppo delinquenziale di riferimento del “ villaggio dei puffi”, area di edilizia popolare salernitana del quartiere Mariconda, legato ai già noti  Mauro Natella, Alfonso Fruncillo e Maurizio De Sio, che, per la vendita della droga, si avvalevano dei servizi di pusher domiciliati proprio in quel quartiere (talvolta legati ad essi da rapporti di parentela), approvvigionandosi della “merce” sia da Persico che direttamente dall’hinterland napoletano. Documentata una vera e propria guerra senza esclusione di colpi per il controllo delle piazze di spaccio in tutto il capoluogo salernitano ed indiversi Comuni della Provincia, fatta di svariate aggressioni e gravi atti intimidatori perpetrati per tutto l’anno 2017, a riprova della caratura criminale dei coinvolti colpiti dalle misure cautelari e della loro assoluta pericolosità sociale. Tra gli arrestati anche Antonio Noschese, 76 anni, conosciuto come “Pupatella”.In cella sono finiti oltre a Ciro Persico, 60 anni, Luigi Iannone, Gennaro Caracciolo, Patrizio Cerrato, Federico Galasso, Eugenio Siniscalchi, Antonio Persico (fratello di Ciro), Raffaele Iavarone, Antonio Noschese (pupatella), Mauro Natella, Alfonso Frucillo, Salvatore Amato, Michele Sica, Roberto Frasca, Fabio Grimaldi e Maurizio De Sio. Ai domiciliari: Matteo Calonico, Vittorio Pumpo, Salvatore Vicinguerra, Ugo Ventre (cuoco nel nord Italia), Antonio Vassallo, Alessio Molinaro, Fabio Casaburi, Angelo Spisso, Serena Galluzzo, Maria Rosaria landi, Luca Avallone, Franco Sasso, Stefano Maisto, Bruno Vicinanza, Salvatore Ragosta, Vittorio Mariano, Luigi Mainolfi, Francesco Nuvolo, Mariano De Sio, Fabio De Sio e Raffaella Attanasio.

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