Coppa Italia: festa a Napoli? “La movida a Milano è  peggio

Redazione,  

Coppa Italia: festa a Napoli? “La movida a Milano è  peggio

“Era evidente che ci sarebbe stata un’esplosione di gioia a Napoli per la vittoria della Coppa Italia, magari non era prevedibile che andasse così fuori dal contenimento delle regole. Ma ci sono situazione ogni giorno molto più a rischio, come movida tra i giovani milanesi”. Così Enrica Amaturo, direttrice del dipartimento di scienze sociali dell’Università Federico II di Napoli, commenta le polemiche sulla festa a Napoli nella notte del successo sulla Juventus. “A Napoli – spiega la sociologa, che in queste settimane è stata impegnata nella task force di Colao – che il calcio sia una delle cose più partecipate e vissute lo sanno tutti e ci si aspettava una festa, forse non tanti si aspettavano che il Napoli vincesse.

Ma in fondo in Campania e a Napoli i dati sui contagi sono così bassi da settimane che è normale che ci sia una sensazione di scampato pericolo. I napoletani sono tanti molto diligenti e rispettosi di tutte le regole durante il lockdown e anche nelle fasi successive, hanno saputo pian piano uscire con gradualità. E’ chiaro che in un contesto sociale che è rimasto chiuspo per oltre due mesi cresca una voglia di liberazione, di partecipazione a un rito collettivo come la festa per un trofeo, che è arrivata puntuale”. Eppure le polemiche contro quella festa sono state fortissime e sono arrivate in particolare da Matteo Salvini e dalla Lega: “Questa voglia di libertà – spiega Amaturo – non riguarda solo i napoletani, sta accadendo in tutte le regioni del Mezzogiorno ma anche al Nord e rispetto a quella festa mi preoccupano molto di più situazioni come la Lombardia con tanti contagi, morti tutti i giorni, il virus che circola. Forse lì bisogna fare più attenzione.

Le accuse di Salvini? C’è molta speculazione politica. Si è detto che la Campania è stata un modello di politica nell’affrontare il covid19 mentre è stata pesantemente criticata la Lombardia a guida leghista, quindi l’opposizione non perde occasione per ribattere colpo su colpo. All’inizio della pandemia qualche pregiudizio sui napoletani c’era, anche nei servizi tv, molti erano stupiti dal comportamento ordinato, ma ormai il fatto che si siano rispettate le regole è stato metabolizzato a livello nazionale”.

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