Salvatore Dare

Turismo, stagionali in piazza a Sorrento. E a Capri c’è un sos degli hotel

Salvatore Dare,  

Turismo, stagionali in piazza a Sorrento. E a Capri c’è un sos degli hotel

L’appuntamento è fissato per domani, alle 10 in punto, nei pressi dell’hotel Tramontano, albergo di proprietà di Costanzo Iaccarino, numero uno di Federalberghi penisola sorrentina. I dipendenti stagionali del turismo di Sorrento, Capri e della costiera amalfitana sono pronti nuovamente a protestare a voce alta invocando anche al governo ulteriori bonus e aiuti per un comparto, quello ricettivo, messo letteralmente in ginocchio a causa dell’emergenza dovuta al Covid 19.

Sia chiaro: il ministro del lavoro Nunzia Catalfo ha preannunciato l’ok a ulteriori agevolazioni, ma attraverso i sindacati – in campo a Sorrento, anche per la manifestazione, c’è la Cub con il segretario locale Rosario Fiorentino – puntano a ottenere un allungamento della Naspi, l’indennità di disoccupazione, per tutto il prossimo inverno. La tensione è alle stelle anche perché non mancano segnalazioni circa lo “sfruttamento” degli stagionali assunti in quest’estate ai tempi del coronavirus. Ci sono casi, come ha fatto capire pure del vescovo Francesco Alfano, di vero e proprio sfruttamento con assunti part-time che lavorano a tutti gli effetti come se fossero impiegati a tempo pieno. Intanto, a Capri, c’è una lettera appella del presidente di Federalberghi, Sergio Gargiulo. «Ritroviamo i valori che hanno fatto di Capri una pietra miliare del turismo internazionale». Nella missiva l’imprenditore che, oltre a scrivere nel ruolo di rappresentante di una delle categorie trainanti per l’economia isolana, ci tiene a firmarsi come “cittadino dell’isola di Capri”, ha esortato tutti i protagonisti, a vario titolo, del terziario isolano «a non dimenticare quello che è successo né tantomeno i rischi che ancora si corrono così come dobbiamo essere abili ad ottimizzare le opportunità che ci riserverà una stagione dove sicuramente non assisteremo allo sbarco di turismo straniero cui siamo abituati».

Secondo il numero uno degli imprenditori isolani bisogna essere attenti e «non affrontare le cose con una certa approssimazione e superficialità come invece pare evidente agli occhi di chi vive di turismo da oltre cinquanta anni». E Gargiulo indica anche qualche possibile “ricetta” come quella di trovare «idee per affrontare i prossimi mesi e per cercare di andare oltre la soglia di ottobre per provare a recuperare qualcosa in più su quel che inevitabilmente risulterà perso a chiusura dei bilanci». Nella lettera aperta della Federalberghi si invita ognuno a recitare bene il proprio ruolo «col massimo del rigore ma anche con una visione propositiva di chi si occupa della parte amministrativa e con la massima professionalità di tutti noi che da decenni siamo chiamati a fare di Capri una delle pietre miliari del turismo internazionale». E poi un vero e proprio appello rivolto all’intero settore turistico a ritrovare «lo spirito caprese che sembra essersi perso in una inaspettata primavera – dice Sergio Gargiulo – ritroviamo l’orgoglio di essere Capri e di essere capresi, non lasciamoci andare, mettiamo da parte l’approssimazione. Vedo in giro troppe giacche bianche di chef che si muovono per l’isola. La giacca bianca si porta in cucina – aggiunge – un professionista non la indosserebbe mai per attività non connesse al suo lavoro».

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