Giovanna Salvati

Torre Annunziata. Ecco le 150 pistole della faida

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Ecco le 150 pistole della faida

I segreti della faida di Torre Annunziata sono nascosti tutti  in quelle 150 armi sequestrate dai carabinieri e inviate al Racis di Roma. Sono i numeri da capogiro che  sottolineano il clima di vendetta e violenza che esiste in città da tempo. Arsenali nascosti e scovati grazie alle numerose attività investigative portate avanti nel corso degli ultimi anni e che sottolineano però un bilancio che fa paura. Le 150 armi tra le quali compaiono pistole, mitragliatori e persino un kalashnicov sono al vaglio dei militari del reparto investigazioni scientifiche di Roma. Il Ris – appunto – è il punto di raccolta di tutte le armi che vengono sequestrate in tutta Italia – suddivise poi per competenza regionale e territoriale diversa in base alla città di provenienza ovviamente  -e in quegli armadietti spuntano scatole con su scritto, più volte e a carattere cubitale la parola «Torre Annunziata». Sono le armi spedite dai militari di Torre per gli esami balistici per poi essere sequestrate o viceversa distrutte. Nelle 150 armi spuntano le ultime sequestrate nel  Quadrilatero delle Carceri, la penna pistola o quella con il puntatore laser. Armi strappate alla criminalità organizzata, pronte a sparare o che hanno già ucciso. Ecco perché vicino ad ognuno di quelle armi custodite in carta trasparente e contraddistinte da adesivi viene  indicata la data e il luogo del ritrovamento. Ognuna di quelle racconta un agguato o forse non ancora perché sequestrata in tempo. Tra le armi sequestrate e attualmente sotto la lente di ingrandimento anche le quaranta che furono sequestrate nel corso dell’attività investiva che portò i carabinieri alla scoperta di un traffico di armi dal vesuviano alla Svizzera. Un arsenale recuperato in parte ma che contava più di seicento pistole. Le analisi balistiche hanno come obiettivo quello di tracciare la funzionalità dell’arma e sopratutto capire se quelle finite sottochiave hanno già sparato, se sono state utilizzate in delitti di sangue mai ricostruiti, come molti ancora restano irrisolti a Torre Annunziata. Ma l’enorme quantità dimostra anche quanto i clan siano ben organizzati e non accennano ad indietreggiare nemmeno di un metro nel frenare la faida, una faida che in questi mesi sta ritornando senza alcuna sosta. La camorra sta alzando la testa, tre agguati in pochi giorni, stese e bombe carta per una guerra tra due clan, i Gallo e i Gionta che sembra non fermarsi mai. L’equilibrio raggiunto è stato rotto dopo le eccellenti scarcerazioni che hanno così riaperto il clima di tensione e di terrore in città. ©riproduzione riservata

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