Raid contro Spagnuolo, per i pm fu l’inizio di una faida

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Raid contro Spagnuolo, per i pm fu l’inizio di una faida

È la sera di ferragosto 2012, Nino Spagnuolo assieme a una ragazza si trova sul porticciolo di Seiano quando viene raggiunto da due sicari che gli esplodono un colpo di pistola alla gamba e feriscono al piede anche la donna che è con lui. Prima di scappare a bordo di un gommone. È un agguato che fa scattare l’allarme dell’Antimafia, perché in quel momento Spagnuolo è il reggente del clan D’Alessandro e c’è il rischio che possa scatenarsi una faida. L’ennesima a Castellammare. A distanza di 8 anni i sicari non sono stati individuati e stando a quanto emerge dagli atti dell’inchiesta Domino c’è ancora un velo di mistero su quell’agguato del 15 agosto 2012, anche se l’ipotesi che si fa strada èquella di una guerra per la successione al comando della cosca dopo l’arresto del boss Vincenzo D’Alessandro. L’Antimafia ha una sola certezza e lo scrive a chiare lettere nell’informativa allegata all’ordinanza di custodia cautelare che lo scorso 3 giugno ha portato all’arresto di 27 persone ritenute affiliate alla cosca di Scanzano: quella sera di 8 anni fa Nino Spagnuolo fu spodestato e perse il ruolo di reggente del clan D’Alessandro. Da quel momento a prendere in mano le redini della cosca più potente della provincia di Napoli fu Antonio Rossetti, alias ‘o guappone, anche lui arrestato lo scorso 3 giugno per traffico di stupefacenti. È proprio su questa certezza che da 8 anni gli investigatori stanno lavorando per dare un volto e un nome ai sicari che fecero fuoco contro l’allora reggente del clan D’Alessandro. Che stando alle prove raccolte durante l’inchiesta Domino si sarebbe poi dedicato al narcotraffico, garantendo le forniture di stupefacenti per le piazze di spaccio collegate a Scanzano. Una vicenda – quella del ferimento di Spagnuolo – della quale avrebbe parlato anche il neo pentito Pasquale Rapicano, alias Lino ‘o capone, che ha cominciato a collaborare con la giustizia lo scorso gennaio. Rivelazioni che potrebbero essere utili oltre che per definire quanto accadde a ferragosto del 2012, anche per ricostruire come il clan D’Alessandro si riorganizzo’ a seguito degli arresti di boss e killer che arrivarono a uccidere il consigliere comunale Gino Tommasino. Spagnuolo è stato ritenuto per lungo tempo uno dei capi dell’organizzazione dei D’Alessandro. Anche recentemente, infatti, durante l’inchiesta Domino gli inquirenti hanno evidenziato il ruolo di primo piano assunto da Spagnuolo.

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