Elena Pontoriero

Gragnano. Danni all’ex deposito Fs, edificio a rischio crollo

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Danni all’ex deposito Fs, edificio a rischio crollo

Un parcheggio riqualificato il cui destino resta ignoto. Un ex deposito merci delle Ferrovie che attende da anni una nuova vita. Nel frattempo c’è chi l’area la utilizza e neanche nei modi leciti. Tant’è che da pochi giorni è apparso un buco sulla parte, già precaria, dell’ex deposito merci che, nei piani dell’amministrazione Cimmino, potrebbe trasformarsi in un punto di ristoro e degustazione. Ma nel frattempo sembrerebbe essersi trasformato in un punto di sfogo per i vandali o, ancor peggio, per spacciare droga. Non è infatti escluso che il foro volutamente ricavato nell’ex deposito, possa servire ai pusher per la consegna delle dosi prenotate dai clienti assuntori. Un metodo che, secondo gli investigatori, andrebbe per la maggiore nel dato momento storico. Sta di fatto che chi ha deciso di danneggiare la struttura che ricade nel parcheggio vicino a piazzale Amendola, ha soltanto aumentato il rischio di crollo dell’edificio già in condizioni precarie. In effetti, a essere riqualificata è stata soltanto la pavimentazione del parcheggio dell’ex Ferrovia dello Stato mentre nessuna messa in sicurezza è stata effettuata per garantire stabilità all’ex deposito delle merci. Eppure nel non lontano marzo 2018 proprio il Comune corse ai ripari poiché dopo un approfondito controllo si era riscontrata l’instabilità del solaio. Così si tentò di inibire l’area in prossimità dell’edificio fatiscente con il nastro bianco e rosso. Ovviamente gli automobilisti incivili poco ne ebbero a rispettarlo, parcheggiando le auto nonostante il divieto. Sono trascorsi due anni e di certo il rischio riscontrato non è stato eliminato, ma a scomparire è stato il divieto di sosta nell’aria di pericolo. Anzi, dopo il foro nella parete dell’ex deposito le condizioni del fabbricato potrebbero essersi addirittura aggravate. Un’area che purtroppo resta ancora una volta alla mercé di vandali e lontana dagli occhi elettronici che garantirebbero un monitoraggio maggiore. Cosa sia accaduto all’interno del parcheggio resta a oggi un mistero, così come il senso di forare la parete della struttura. Nelle intenzioni degli autori potrebbe esserci anche quella di ricreare una piazza di spaccio, così come accaduto già diversi anni fa. Una zona che per anni è stata mortificata non soltanto da accumuli di rifiuti ma anche scelta come posto vendere la droga. In particolare, lo spaccio avveniva all’interno dell’ex deposito, poi sigillato definitivamente due anni fa. Dopo la scoperta di un clochard che dimorava al suo interno, l’amministrazione Cimmino decise di blindare ogni accesso, chiudendo anche un foro di più grandi dimensioni che era stato praticato sul muro perimetrale dell’edificio che affaccia sui binari del treno dismessi. Questa volta il buco è di più piccola entità, non ci si può introdurre all’interno, ma la dimensione pare sia stata studiata per l’introduzione di una mano e stranamente neanche in una zona tanto nascosta, ma a pochi metri dall’accesso al parcheggio.

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