Elena Pontoriero

Gragnano. Sconto di pena, secondo tentativo per Di Lauro

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Sconto di pena, secondo tentativo per Di Lauro

Omicidio di Nicholas Di Martino, secondo tentativo per una riduzione di pena a Ciro Di Lauro ritenuto complice dell’uccisione del 17enne e del tentato omicidio di Carlo Langellotti, in concorso con Maurizio Apicella. Il 13 luglio scorso si erano pronunciati i giudici del Riesame, confermando le gravi accuse a carico dei due giovani, attualmente detenuti nel carcere di Secondigliano. Un delitto di sangue avvenuto la notte tra il 24 e il 25 maggio quando l’auto con a bordo il giovane Nicholas Di Martino e il cugino 28enne Carlo Longobardi, aveva incrociato lo scooter con in sella Maurizio Apicella, 19enne figlio del ras Rossano e l’amico Ciro Di Lauro. Insulti poi la colluttazione, terminata con l’accoltellamento e la morte. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti, il racconto degli indagati che avevano deciso di fornire spontanee dichiarazioni, oltre alla versione dei fatti rilasciata da Carlo Langellotti (scampato alla morte dopo essere stato colpito da sette coltellate) hanno in gran parte completato il mosaico delle accuse. Faldoni che dal tribunale di Torre Annunziata erano stati trasferiti all’Antimafia di Napoli, lì dove resta di competenza il procedimento in corso. In effetti, ad aggravare il reato è il “metodo mafioso” e la premeditazione. Non si tratterebbe affatto di un disegno criminoso in ambienti camorristici, invece, per la difesa di Maurizio Apicella, (affidata agli avvocati Carlo Taormina e Giuliano Sorrentino) così come per quella di Ciro Di Lauro (affidata al legale Francesco Romano) che in più sedi avevano precisato che si era trattato di una lite tra giovani che, casualmente, si erano incontrati. Un’aggressione che, però, è terminata con un accoltellamento mortale. A detenere l’arma bianca, tra l’altro non ritrovata, era Maurizio Apicella che ai giudici aveva spiegato di essere armato «…per difendere da possibili rapinatori l’incasso giornaliero della pizzeria gestita dalla mamma». Materialmente la lama è stata infilzata nel torace di Carlo Langellotti da Maurizio Apicella, così come l’unico colpo di coltello che ha reciso la femorale portando al decesso Nicholas Di Martino, ferito alla gamba destra. Ciro Di Lauro ha sì litigato con il 17enne, colpendolo con calci e pugni. L’intera sequenza dell’assalto all’arma bianca è stata, dunque, portata a termine da Maurizio Apicella. Ed è sulla effettiva partecipazione di Ciro Di Lauro durante la notte di sangue che la difesa ha deciso di impugnare l’ordinanza del Riesame in Cassazione. «Ho partecipato alla rissa ma non ero armato e mi sono solo difeso», era stata la dichiarazione di Di Lauro al gip. Per lui l’avvocato Francesco Romano aveva già provato a chiedere una diversa riqualificazione del reato in sede di Riesame, che non è stata accolta.