Andrea Ripa

Lo Stato gli demolì la casa, muore aspettando il risarcimento. Terzigno e Boscoreale piangono per Alberto

Andrea Ripa,  

Lo Stato gli demolì la casa, muore aspettando il risarcimento. Terzigno e Boscoreale piangono per Alberto

E’ morto aspettando un briciolo di giustizia, dopo che lo Stato gli ha buttato giù la casa lo scorso autunno. Affetto da un gravissimo male, scoperto soltanto recentemente, Alberto aveva lottato in prima linea a novembre per evitare la demolizione delle abitazioni di via Panoramica a Terzigno, la ferita più grande che la comunità si porta dietro da mesi e a cui ancora non è stato garantito un equo risarcimento. I soldi annunciati dalla Regione, come ristoro per la maxi truffa subita a causa dell’acquisto di un’abitazione irregolare senza esserne a conoscenza, non sono ancora arrivati. E intanto nel vecchio parco alla periferia di Terzigno si piange la prima vittima. Gli appartamenti e le villette non esistono più, ma il filo rosso di un dramma che ha unito tutte e 60 le persone di quel quartiere le tiene tutte ancora unite. Tra le 14 case che a novembre scorso le ruspe hanno cancellato, spazzando via per sempre un intero complesso edilizio realizzato – abusivamente – tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, c’era anche quella che il macellaio di Boscoreale aveva acquistato qualche anno prima a un’asta giudiziaria del tribunale di Nola. Una vicenda paradossale la sua, forse più di quella delle altre vittima di una truffa di cui ancora oggi si discute e che è destinata a finire al centro dell’imminente campagna elettorale che da giorni anima il dibattito politico in città. Padre di due bambini piccoli, lavoratore che si spaccava la schiena dalla mattina alla sera e che tra mille sacrifici aveva acquistato l’abitazione, grazie anche a un mutuo contratto con le banche, Alberto era rimasto fino all’ultimo in strada per manifestare contro uno Stato rimasto cieco davanti ai drammi di famiglie colpevoli di aver avuto soltanto troppa buona fede. Il breve soggiorno dai parenti prima di trovare una nuova abitazione si era trasformato in un calvario anche per lui. Poi la tragedia, la scoperta della malattia e gli ultimi difficili giorni. La notizia s’è diffusa nella mattinata di ieri. «Era un grande uomo e un bravo papà», il saluto degli amici. Tra i tanti messaggi anche quelli dei truffati delle case del Parco Santa Lucia. «Lotteremo anche per te».