Castellammare. “Io, paziente medicato da un infermiere positivo”

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Castellammare. “Io, paziente medicato da un infermiere positivo”

Castellammare. «L’infermiere dell’ospedale San Leonardo che è risultato positivo al Covid-19, pochi giorni prima mi ha fatto una siringa intravitreale in ospedale. Il problema è che ho dovuto scoprirlo dai giornali e facendo qualche telefonata di conferma. Nessuno dall’Asl ci ha avvertito e ora non so cosa fare». Pasquale Russo ex infermiere dell’ospedale di Castellammare di Stabia, ora in pensione, ha 72 anni ed è preoccupato dopo aver scoperto che proprio quell’operatore sanitario che lo aveva assistito pochi giorni fa è risultato positivo al Coronavirus. Ha il timore di essere stato contagiato, ma non solo «mi preoccupo perché assieme a me, c’erano almeno altre 7-8 persone che hanno fatto la stessa terapia e tutte con lo stesso infermiere – spiega – Ovviamente non è colpa sua, anzi gli faccio i migliori auguri di pronta guarigione. Però ritengo che non sia possibile che una cosa del genere si può scoprire per caso. Mi sarei aspettato una telefonata dall’Asl, magari per chiedermi di stare qualche giorno in quarantena in attesa del tampone. Invece nulla». «Inoltre – continua Pasquale Russo – Non so nemmeno se le altre persone che erano con me in ospedale lo sappiano. Magari stanno andando in giro e se hanno contratto il virus rischiano di contagiare i loro familiari e altre persone. Da ex operatore sanitario è una superficialità che non tollero». Secondo Russo, che oggi vive da solo in un appartamento a Castellammare di Stabia, non sarebbe stata ricostruita la rete dei contatti dell’infermiere risultato positivo al virus Covid-19: «Ne sono la testimonianza – dice – L’ho scoperto perché leggendo il giornale, per età e comune di appartenenza dell’infermiere mi è sembrato di capire che si trattasse proprio della stessa persona che mi ha assistito. Purtroppo ho dovuto “indagare” da solo». Da ex sindacalista Pasquale Russo ha cercato di rivolgersi anche a qualche collega: «Mi dispiace dirlo, ma chi attualmente fa sindacato all’interno dell’ospedale San Leonardo sembra interessato solo all’aspetto economico – dice – Parlano solo di soldi, di stipendi, di bonus, mentre tacciono su questioni fondamentali come queste. Se aumentano i contagi i primi ad essere a rischio sono proprio quelli che lavorano a stretto contatto con i positivi, per questo dovrebbero fare molta più attenzione a queste cose». «Spero che l’Asl ricostruisca al più presto la rete dei contatti dell’infermiere – continua Russo – Personalmente chiederò di essere sottoposto a tampone, ma altri potrebbero non sapere di essere stati a contatto con lui».