Elena Pontoriero

Gragnano. Incubo abbattimenti, tornano le ruspe in città

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Incubo abbattimenti, tornano le ruspe in città

La pandemia ha rallentano ma non certo cancellato l’iter di abbattimento e, adesso, nel mirino della Procura sono finite altre due abitazioni: in via Cappella della Guardia e in via dei Pastai. Controlli anti-abusivismo che sono stati riattivati nel periodo post lockdown, lì dove si erano fermati. Nonostante l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale, nulla è cambiato per le case che, in effetti, sono state realizzate nelle zone a rischio, o anche di impatto paesaggistico o di interesse archeologico. E le ruspe avevano fatto tappa a Gragnano, precisamente in località Castello, a inizio anno e poco prima che il Covid si diffondesse anche in Italia. Mentre l’emergenza sanitaria avanzava, dunque, mezzi e uomini erano concentrati a cancellare quello che è stato ritenuto un abuso a tutti gli effetti, perché costruito in una zona rossa ad altissimo rischio idrogeologico. Una palazzina di due piani è stata demolita, sotto gli occhi increduli della famiglia e dei bambini che hanno dovuto rinunciare a quel tetto, trasferendosi poi in un appartamento in affitto. Conclusi i lavori di abbattimento, al Comune di Gragnano è arrivato il primo conto salato: 120mila euro. Un importo che l’ente dovrà anticipare tassativamente alla Procura per poi chiedere in danno agli autori dell’abuso. Un circolo vizioso dal quale non se ne esce, e non circoscritto sul territorio della città della pasta ma condiviso con i tanti Comuni limitrofi del comprensorio dei Lattari e della Penisola Sorrentina. In lista restano, per adesso, due intere abitazioni, una in via Castellammare e l’altra in via Madonna delle Grazie. Nell’ultima lista inviata presso il palazzo di giustizia di Torre Annunziata, sono state elencate le difformità scoperte all’interno e all’esterno di due fabbricati, completamente stravolti. Almeno secondo il verbale redatto dai vigili e dagli uffici del Comune di Gragnano. Accorpamento di due locali abitativi al piano terra, realizzazione di una cantina e vani realizzati nel sottotetto, abbassamento del solaio interpiano e apertura di finestre sono le modifiche non autorizzate riscontrate in uno stabile di via Cappella della Guardia, durante il sopralluogo della task force anti-abusivismo datato 21 maggio 2020. Un controllo certosino dei tecnici e dei caschi bianchi che hanno segnalato le irregolarità alle istituzioni e alle autorità competenti, ordinando il ripristino dei luoghi ai responsabili dei lavori fai-da-te. Non ha passato l’esame dei controlli il fabbricato, di un unico piano, raggiunto in via dei Pastai. Un unico livello ritenuto fuorilegge e già contestato nel 1998. Un’abitazione completata nonostante sulla stessa era già attivata un’ordinanza di ripristino dei luoghi. Un giro di vite che questa volta toccherà alle famiglie che dovranno cercare un altro posto dove andare, visto la rinuncia obbligata alla propria casa non in regola, aggiungendo all’incubo demolizione anche quello della pandemia ancora in corso.