Ettore, morto a 20 anni: dall’amore per la cucina alla passione per il calcio. Capri sotto choc

Marco Milano,  

Ettore, morto a 20 anni: dall’amore per la cucina alla passione per il calcio. Capri sotto choc

Un tragico schianto ed una vita spezzata troppo presto. Ettore Gargiulo, ventenne anacaprese, è rimasto vittima di un incidente rivelatosi fatale. Il sinistro stradale è avvenuto nel tratto iniziale di via Giuseppe Orlandi, la strada “che prosegue” la provinciale Capri-Anacapri. Un rettilineo che Ettore, secondo le ricostruzioni dell’accaduto, stava percorrendo a bordo di un motorino insieme ad un amico, quando si sarebbe scontrato con un’auto. Un impatto che è costato la vita ad Ettore.

Per l’amico il ricovero in ospedale: sembra che ad essere ferito possa essere stato anche chi si trovava a bordo dell’auto. Le indagini ancora in corso stabiliranno l’esatta dinamica dell’incidente ed i carabinieri si stanno avvalendo della collaborazione di un gruppo specializzato di tecnici dell’Arma. Ma Ettore purtroppo non ci sarà più, con il suo sorriso, la sua grande generosità e disponibilità, il suo fortissimo senso dell’amicizia e della solidarietà. Ettore Gargiulo si era diplomato proprio a fine giugno all’istituto “Axel Munthe”, conseguendo la maturità professionale all’Alberghiero nel settore di cucina. Una vocazione quella per l’arte culinaria che gli derivava dalla tradizione di una famiglia di ristoratori e da quella sua predisposizione naturale alla manualità e alla creatività. E poi la sua grande passione, il calcio. In maglietta e pantaloncini sul campo di pallone Ettore era uno dei più bravi della sua classe calcistica, tra le promesse capresi ed anacapresi, era uno che poteva arrivare al football che conta. Aveva militato nell’Asd Anacapri e proprio con l’avvio della nuova stagione calcistica avrebbe dovuto iniziare la sua avventura con il Racing Capri, nel campionato di Eccellenza, aggiungendo un ulteriore tassello a una carriera che lo vedeva lanciatissimo e che gli avrebbe potuto regalare quelle soddisfazioni di un sogno coltivato da sempre. Tifosissimo del Milan, di calcio Ettore ne capiva, sia di quello giocato, che di quello “chiacchierato” e di “Fantacalcio” che si dilettava a fare con gli amici, magari nel ruolo anche di organizzatore.

Perché Ettore era così, sempre pronto a fare qualcosa per vedere riuniti gli amici, a dedicare il suo tempo a mettere in piedi eventi, momenti da trascorrere insieme. All’Alberghiero aveva trascorso l’ultimo anno di studi anche nel ruolo di rappresentante di istituto ed eccolo in prima linea ad organizzare la sfilata di carri allegorici di Carnevale, tradizione da sempre degli studenti della scuola superiore anacaprese. Un ragazzo di cuore, che proprio prima del lock-down che gli aveva impedito di partire per quella gita scolastica dell’ultimo anno che tanto attendeva insieme ai suoi amici e compagni di classe, stava facendosi in quattro per organizzare un torneo di calcio in ricordo di Andrea, un altro figlio di Capri, un altro studente dell’Alberghiero che come lui studiava per diplomarsi cuoco, un altro ragazzo scomparso troppo presto in circostanze tragiche.