Pagano, dal carcere ai gol: “Adesso mi riprendo la mia vita”

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Pagano, dal carcere ai gol: “Adesso mi riprendo la mia vita”

Quando si è ragazzi, spesso per ingenuità o per inesperienza si cade in errori che talvolta possono segnare il proprio cammino. Questo è il caso di Claudio Pagano che, dopo aver pagato lo scotto alla società per truffa assicurativa, si è rimesso in piedi. Nonostante la giovane età, ragiona da persona maturata e coscienziosa, che cerca nel calcio, il tanto amato sport del cuore, il riscatto sociale. Ne abbiamo parlato proprio con l’ex attaccante delle giovanili della Juve Stabia, che da qualche giorno è passato al Real Poggiomarino, in Eccellenza. “La sofferenza più grande di questi due ultimi anni è stata quella di stare lontano dai campi di calcio”. – Afferma Pagano, che aggiunge – “Dico questo perchè io gioco a calcio, tra virgolette, da quando avevo quattro anni e mezzo. Quindi allenamenti tutti giorni, visto che fortunatamente ho fatto il settore giovanile in squadre professionistiche, poi ho masticato un po di Serie D e di Eccellenza. Ora per le varie vicissitudini della vita mi ritrovo nelle categoria minori. Questo per me è un riscatto, perchè il calcio può offrire tanto, ho appena 23 anni e non 35, io ci credo ancora ma sono cauto, penso prima a divertirmi e quello che viene, viene”.  Il calcio come un sogno, ma fatto con sacrifici ed abnegazione: “Vedere mio fratello giocare quando ero piccolo, mi faceva vedere il calcio come un sogno, pensando ai grandi campioni in televisione, ma poi vedi che per diventare come loro, oltre a tanto sudore e sacrificio, ci vuole tanta dedizione e soprattutto la testa. Il cervello è la prima cosa che, purtroppo, la bella vita ti porta a discostarti da questo mondo e solo quando perdi la libertà puoi capire cosa ti può offrire questo mondo lavorando 3-4 ore al giorno e non lavorare per 15 ore per dar da mangiare ai propri figli”.  Ora la possibilità di rimettersi in gioco: “Ho 23 anni si possono fare ancora tante cose. Il ruolo dell’attaccante è particolare, basta un anno e ti può cambiare la vita veramente. Ma siamo in Eccellenza, voliamo bassi, io questo faccio di mestiere in questo momento della mia vita e sto dedicando tutto me stesso alla causa”. Un pensiero sul campionato e sul Real Poggiomarino: “Sarà un campionato rivisitato, un stagione molto diversa e più breve. Siamo stati collocati nel girone salernitano, a mio avviso molto tosto, con giocatori di categoria. Noi siamo una squadra giovane e che vuole fare bene, seguendo i dettami di mister Liguori che è molto preparato. A lui e a tutta la società vanno i miei ringraziamenti per avermi dato questa opportunità, visto che altri club con cui ho parlato prima si sono discostati solo per il mio passato e non mi hanno dato fiducia. Spero di ripagare presto la loro fiducia con tante buone prestazioni e poi sappiamo l’attaccante di cosa vive”.  La chiosa tra amarcord e un messaggio chiaro scritto tra le righe: “Il mio ricordo più bello è la serie C con la Juve Stabia, ma anche quello della casacca azzurra della Nazionale, tra le cose più belle a cui un ragazzo possa ambire. Per adesso sono molto deluso delle cose che ho fatto nella mia vita, parlo chiaro, ho dato delle delusioni alla mia famiglia che non meritava. Ora c’è tutto per fare bene, per questo ribadisco i ringraziamenti al Real Poggiomarino per aver creduto in me, non li deluderò, suderò sempre la maglia, fino all’ultimo minuto”.