Giovanna Salvati

Affiliati e criminali tra gli imbroglioni del bonus spesa. Indagini a Torre Annunziata e Castellammare

Giovanna Salvati,  

Affiliati e criminali tra gli imbroglioni del bonus spesa. Indagini a Torre Annunziata e Castellammare

Ci sono 176 cittadini imbroglioni che hanno truffato i Comuni e tra questi anche pregiudicati. Sono finiti anche loro nell’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato a galla il sistema delle false certificazioni per ottenere il bonus di 350 euro per l’acquisto di alimenti. Contributi stanziati dalla Regione ai Comuni – su disposizione del Governo – per aiutare le famiglie messe in ginocchio dalla pandemia e dal lockdown. Soldi sui quali si sono però fiondati una marea di avvoltoi senza scrupoli. Finti poveri che hanno provato a mentire ma che sono stati scoperti e poi sanzionati. A Torre Annunziata il caso più eclatante dove tra i 75 imbroglioni spuntano i nomi di familiari di criminali di spicco, ma anche di pregiudicati.  Hanno dichiarato di essere poveri, di non avere la possibilità di sfamare i propri figli, di essere rimasti senza lavoro durante la pandemia a causa del lockdown. Tutto falso, come dimostrano le certificazioni che hanno allegato alla richiesta del bonus spesa presentata in Comune durante l’emergenza Covid. Troppe richieste, troppe domande che però sono state controllate, una ad una, dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata che dopo aver ricevuto le segnalazioni da parte dei Comuni ha deciso di scavare a fondo e di incastrare i colpevoli. E così, dopo mesi di indagini e approfondimenti, spulciando giorno dopo giorno sono spuntati nomi di chi ha mentito.  Finti poveri anche nel piccolo Comune di Striano. Qui sono 40 gli impostori incastrati. Seguono poi i Comuni di Sant’Agnello e Massa Lubrense con 24 furbetti. A Castellammare di Stabia invece 13 i cittadini controllati e ritenuti beneficiari illegittimamente del bonus. Nei Monti Lattari stessa storia: il contributo di trecento euro è stato chiesto anche qui da chi non ne aveva alcuni diritto. E così a Gragnano 24 furbetti scoperti, a Casola 37 invece. La finanza di Torre Annunziata ha inoltre recuperato 65mila euro che ora verranno riconsegnati alle casse dei Comuni. Gli enti locali potranno così destinarli a famiglie che erano state escluse per la fine dei contributi e che invece ne hanno davvero bisogno. Ma l’inchiesta non si ferma: nel mirino ci sono altri Comuni ma anche altri contributi che sono stati elargiti in quei mesi di emergenza a chi ne aveva veramente bisogno e a chi invece ne ha approfittato e che ora sarà costretto non solo a restituire la somma ma anche a pagare una sanzione. Una multa aggiuntiva. Una grana per i finti poveri e per gli stessi pregiudicati che hanno provato a truffare nuovamente lo Stato. Ma stavolta trovando sulla propria strada le forze dell’ordine.