Elena Pontoriero

Gragnano. Droga sulla rotta di Eboli: arrestato il cugino di Nicholas

Elena Pontoriero,  

Gragnano. Droga sulla rotta di Eboli: arrestato il cugino di Nicholas

Riforniva le piazze di spaccio del Salernitano facendo tappa a Eboli. In manette finisce anche Carlo Langellotti, sfuggito alla morte nella notte dell’omicidio del cugino Nicholas Di Martino. Il trentunenne, insieme ad altri tre indagati, si è visto notificare ieri mattina un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Salerno. Le accuse, a vario titolo, sono di concorso in acquisto, detenzione, messa in vendita, distribuzione e commercializzazione di rilevanti quantità di sostanze stupefacenti. Nel mirino degli inquirenti anche Giuseppe Nastro, un settantacinquenne residente a Gragnano e che secondo la Procura aveva un ruolo ben preciso: ovvero, fare da intermediario tra chi vendeva e chi acquistava le partite di hashish e marijuana. Più grave sarebbe, invece, la posizione di Langellotti, di Pimonte, che secondo gli investigatori, sarebbe proprio un fornitore. A richiedere gli ingenti quantitativi di droga era Sami Ouarsan, 39 anni, detto “Biscotto”, cittadino marocchino da anni in Italia, inquadrato nell’ambiente dello spaccio di sostanze stupefacenti e capace di assicurarsi molteplici canali di approvvigionamento, soprattutto dall’hinterland napoletano, con la collaborazione di un amico e connazionale, deputato a ricevere gli ordinativi e a curare le consegne. E proprio quest’ultimo, il ventitreenne Taei Abdnbi, detto “Minor”, è tuttora ricercato perché irreperibile durante l’ordinanza di arresto. A bussare alle porte degli indagati, nelle prime ore dell’alba di ieri, sono stati i carabinieri del comando provinciale, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e del nucleo cinofili di Sarno che hanno trasferito in carcere Sami Ouarsan ed eseguito le misure cautelari dei domiciliari per Langellotti e Nastro. L’ordinanza si basa su un’ampia attività investigativa dei carabinieri della compagnia di Eboli. L’inchiesta della Procura ha permesso di ricostruire l’esistenza di un’articolata rete di spaccio con la divisione dei ruoli e delle competenze per il rifornimento delle piazze di spaccio del Salernitano. Il fatturato dell’impresa criminale, secondo gli inquirenti, si aggirava intorno ai 30mila euro. Quasi un anno di monitoraggio sull’holding della droga che aveva cominciato a estendere i tentacoli, così da farsi spazio tra le “aziende” dai rifornimento della droga sull’asse Gragnano-Eboli e garantirsi il monopolio. Produzione di marijuana proveniente in buona parte dai boschi dei Monti Lattari e con un principio attivo che, secondo le ultime campionature, sfiora lo 0,3 per cento. A condurre le trattative, secondo gli investigatori, è stato proprio Langellotti ritenuto essere “vicino alle cosche dei Lattari”. Da vittima, nella notte di sangue in cui perse la vita il cugino Nicholas Di Martino, il trentunenne dovrà rispondere delle accuse di spaccio. Nel corso delle prossime ore dovrà sostenere l’interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Salerno.