Poggiomarino. Don Aldo ai candidati «Progetti, no promesse»

Andrea Ripa,  

Poggiomarino. Don Aldo ai candidati «Progetti, no promesse»

Attraverso il futuro politico di una società passano le scelte di crescita di un’intera comunità. E il ritorno alle urne anticipato di Poggiomarino, un anno prima sulla tabella di marcia per via della sfiducia al sindaco di febbraio scorso, impone riflessioni. Importanti. Da sottoporre a tanti candidati che s’affacciano alla sfida elettorale che tra pochi giorni è destinata a riscrivere le pagine del futuro di una città, da decenni impantanata nelle solite emergenze che si sono trasformate in un cancro difficile da estirpare. In mezzo a una situazione di emergenza continua, la Chiesa può avere un ruolo fondamentale. Anche da qui nasce la lettera che padre Aldo D’Andria, parroco della chiesa di Sant’Antonio da Padova, a cento metri dal municipio, ha scritto una lettera ai candidati che s’affacciano alla sfida elettorale tra qualche giorno. In poche righe riassume i problemi di una città e le false promesse che negli anni hanno alimentato il malumore di una comunità che attende soluzioni reali. Concrete. Poggiomarino torna al voto dopo i mesi difficili del lockdown, le centinaia di richieste di aiuto e le famiglie in coda per un pezzo di pane al supermercato. «La comunità ha manifestato l’intima condivisione con chi era nel bisogno attraverso gesti concreti di spontaneità. Ma in questa esperienza ho avuto modo di osservare di quanto bisogno di organizzazione, competenza e abilità relazionale tra le istituzioni sia necessario per ottimizzare il lavoro. Proprio in questa esperienza sono emerse con più evidenza le smagliature di un tessuto sociale e ambientale che non sopporta più rinvii», scrive il parroco. Ambiente e lavoro le emergenze più urgenze su cui intervenire. Il disastro dell’emergenza rifiuti e la fuga dei giovani hanno trasformato il volto di una città un tempo florida, a vocazione agricola. «E mentre i campi si riempiono di rifiuti, dai palchi le promesse aumentano. Che non bastano mai. L’ambiente continua a mostrare i suoi danni inferti in anni di incuria e lassismo politico. Troppo usati i temi riguardanti l’assenza di infrastrutture di smaltimento di rifiuti liquidi e solidi. Troppo abusate verbalmente le promesse di rimuovere le cause dell’inquinamento e in assenza di strutture economiche volte a dare lavoro. Troppo ripetute le denunce dell’assenza politica progettuale allo scopo di trattenere i giovani e rilanciare un’economia rispettosa dei valori del territorio e dell’ambiente». Anche per questo oggi ci sarà una veglia di preghiera. Le ultime righe della lettera aperta agli aspiranti sindaci e all’intera Poggiomarino sono un appello ai candidati. A mantenere gli impegni presi, evitando le promesse e di battersi per il territorio: «Le liste di entrambe le coalizioni presentano tanti volti giovani e nuovi. Sorprende l’esposizione politica perché di molti, dei più, non si rintracciano pregressi percorsi associativi o di impegno sociale. Come pure mi lascia sorpreso la disinvolta collocazione di diversi candidati che con un’operazione di tintoria politica cambiano il colore della giubba. – e conclude – Dopo 14 anni di servizio pastorale a Poggiomarino, di cui 8 come parroco, non penso di esagerare se dico che Poggiomarino chiede a voi, futuri amministratori, di valorizzare l’innumerevole forza di risorse umane e ambientali che il nostro territorio offre». @riproduzione riservata