Andrea Ripa

Mancano banchi e termoscanner, il sindaco di San Giuseppe Vesuviano non riapre le scuole

Andrea Ripa,  

Mancano banchi e termoscanner, il sindaco di San Giuseppe Vesuviano non riapre le scuole

Niente banchi per gli studenti, niente termoscanner dalla Regione. A San Giuseppe Vesuviano il ritorno in classe resta una grande incognita. Il rinvio a data da destinarsi dell’apertura delle scuole rappresenta l’ennesimo allarme che arriva da una delle città maggiormente colpite dalla seconda ondata di contagi, superiore anche al periodo di lockdown. A oggi l’unica certezza è lo slittamento delle lezioni inizialmente in programma per il prossimo 24 settembre. Eppure tra la fine del mese di agosto e l’inizio del mese di settembre, nelle incertezze del Governo su date e modalità di riaperture dei plessi, l’Ente s’era affannato a far partire i lavori per creare classi in grado di garantire il distanziamento sociale. «Gli istituti sono pronti, sono stati adeguati ad accogliere i nostri figli. Ma ci sono molte criticità che ci impongono di differirne l’apertura», fa sapere il sindaco leghista di San Giuseppe Vesuviano. Sette i motivi che lo avrebbero indotto a rinviare l’inizio delle lezioni, probabilmente posticipato – come hanno fatto già molti sindaci del territorio – al primo ottobre. «Abbiamo deciso di rinviare per permettere la sanificaizione di tutti i plessi dove si sono tenute le elezioni», dice. Ma le motivazioni più gravi vengono dopo: «A oggi non abbiamo avuto i banchi dal coordinamento nazionale, non sono arrivati i termoscanner della Regione per la misurazione della febbre. Ho notizia di comportamenti scellerati e irresponsabili di chi, pur avendo contatti con persone positive al Covid, non si è astenuto dal frequentare luoghi pubblici. – e poi ancora – Un collaboratore scolastico è risultato positivo al test sierologico, ci sono altri bambini positivi al Coronavirus». Da qui la decisione di rinviare il ritorno alle lezioni in presenza, con le scuole che resteranno chiuse per almeno altri dieci giorni. «Il livello elevato di contagi che la nostra città ha registrato da fine agosto ci impone, un monitoraggio progressivo nei prossimi giorni». Ma a oggi una data certa sul ritorno in classe non c’è ancora. Potrebbe essere quella del prossimo primo ottobre, quando cesserà anche l’obbligatorietà di indossare le mascherine all’aperto in vigore per tutto il giorno. «Ho sempre ritenuto fondamentale la ripartenza delle attività educative e continuo a pensarlo. Tuttavia, non saranno alcuni giorni di differimento a fare la differenza in negativo, mentre una ripresa immediata, superficiale e senza scrupoli, potrebbe darci problemi duraturi. Appena ci saranno le condizioni, ovviamente, darò il via libera».

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