Andrea Ripa

La caduta del Pd a Poggiomarino ha lasciato senza poltrone i big della politica

Andrea Ripa,  

La caduta del Pd a Poggiomarino ha lasciato senza poltrone i big della politica

La caduta del Pd e la sconfitta elettorale alle amministrative, in casa del segretario regionale dem, lasciano a casa i big della politica. A Poggiomarino il responso delle urne che ha premiato il candidato sindaco del centrodestra, Maurizio Falanga, ha stravolto il panorama politico cittadino. Chi ha governato negli ultimi anni sederà tra i banchi della minoranza, peggio è andata a chi non ha raccolto i voti che s’aspettava e non è riuscito neanche a varcare le porte del consiglio comunale. Così a due giorni dalla proclamazione del nuovo sindaco di Poggiomarino, una riflessione su chi non tornerà a recitare un ruolo da protagonista durante il prossimo mandato diventa doverosa. La lista dei big della vecchia maggioranza che dovranno aspettare il prossimo turno elettorale per tentare di entrare a far parte della “casta” poggiomarinese è lunga. Dall’ex braccio destro del sindaco Leo Annunziata, Gennaro Velardo, alla «pasionaria» del consiglio comunale, Maria Immacolata Zamboli: nell’elenco dei flop ci sono numerosi esponenti dell’amministrazione che s’è fatta da parte dopo la sfiducia elettorale di qualche mese fa. Il primo nome che balza all’occhio tra le liste del candidato sindaco sconfitto, Giuseppe Annunziata, è quello di Gennaro Velardo, promotore della civica “Mia” che non è riuscita a portare a casa neanche uno scranno. Velardo con 143 preferenze ha raccolto meno di quanto fece quattro anni fa. Ma non è l’unico, perché anche il prof Gerardo Aliberti, presidente del consiglio comunale uscente, a fronte dei 249 voti raccolti quattro anni fa oggi si è dovuto accontentare di appena 129 con il Partito Democratico (che alle urne è il più votato in assoluto). A casa anche l’assessore uscente alle opere pubbliche Alfredo Conte (167 voti). Ma a questi casi limite si aggiungono poi le grandi beffe, perché nella sconfitta elettorale del centrosinistra si nascondono anche storie e strategie di chi rispetto al 2016 ha raccolto un maggior numero di preferenze ed è stato comunque costretto ad alzare bandiera bianca. Il caso più eclatante è forse quello di Marimma Zamboli, a lungo indicata come la candidata sindaca del Pd e già consigliera comunale uscente, che ha raccolto oltre 100 voti in più della scorsa volta. Un exploit che la lascerà a casa. Come con l’ex assessore Eugenia D’Ambrosio (oggi 277 preferenze, 4 anni fa 209). Tra i big della politica locale che non sono riusciti a entrare in consiglio comunale anche Antonio Miranda (Rete Civica 319 preferenze). Mentre nella minoranza si segnalano Ennio Bifulco, consigliere uscente, e leader della lista Udc a cui non sono bastate le 244 preferenze per far scattare il seggio e Luigi Nappo – tra i firmatari della sfiducia a febbraio – a cui i 231 voti con Fratelli d’Italia non sono bastati. Almeno per ora.

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