Disastro rifiuti a Torre del Greco, il danno e la beffa: salasso record da 14,5 milioni per il 2020

Alberto Dortucci,  

Disastro rifiuti a Torre del Greco, il danno e la beffa: salasso record da 14,5 milioni per il 2020

Torre del Greco. Il danno e la beffa. è il sintetico riassunto dell’anno da incubo vissuto da 30.791 famiglie di Torre del Greco sotto il profilo della raccolta dei rifiuti, affidata dall’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba alla ditta Buttol di Sarno. Non bastassero, infatti, le criticità e le polemiche legate alla «rivoluzione» voluta dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio – capaci di portare la città del corallo agli «onori» delle cronache nazionali per i disastri Nu – a breve i contribuenti dovranno mettere mano al portafogli per coprire interamente i costi del servizio di igiene urbana: in totale, 14 milioni e mezzo di euro. Una vera e propria mazzata – all’epoca del secondo mandato di Ciro Borriello, la spesa arrivò a scendere fino a 11 milioni – decisa dall’esecutivo di palazzo Baronale a poche ore dalla conclusione della corsa alle urne per il rinnovo del consiglio regionale.

La conferma dei costi

Mentre in Campania si procedeva allo spoglio delle schede, a palazzo Baronale il sindaco Giovanni Palomba e la sua giunta approvavano – in attesa del definitivo via libera del consiglio comunale – le tariffe della tassa Nu per il 2020. Confermando – in buona sostanza – il salasso già pagato alla fine del 2019, quando Torre del Greco aveva già conquistato la fama di «città dei fiori e del corallo sommersi dalla monnezza». E neanche il lungo lockdowm imposto dal governo è tornato «utile» a rivedere al ribasso l’imposta per le famiglie e i commercianti. Anzi, già a partire dal 2021 – come si evince dal provvedimento all’attenzione dell’assise cittadina – le cifre saranno ulteriormente aumentate. Con buona pace del fallimento – mascherato dalle fantasiose percentuali di raccolta differenziata pubblicizzate dal primo cittadino – del sistema di raccolta porta a porta con i «cassonetti mobili» della discordia.

La stangata economica

Come confermato in varie occasioni dalla dirigente del settore ambiente Claudia Sacco, il lockdown – due mesi di chiusura totale di ristoranti e attività produttive – non ha influito sulla riduzione dei costi. Così la ripartizione per il 2020 approvata dalla giunta comunale conferma il «carico» da 8.2 milioni per le 30.791 utenze domestiche. In pratica, una media di 267 euro a famiglia con punte di 320 euro per le «famiglie classiche» con genitori e due figli. E se a casa si piange, in negozio non si ride. Non bastassero le conseguenze negative della pandemia e i due mesi di chiusura forzata, commercianti e imprenditori – al netto dei bonus statali e delle false promesse dei politici locali – si dovranno dividere il pagamento di una «torta» da 6.3 milioni di euro. Numeri da incubo, proprio in linea con la disastrosa gestione del servizio di raccolta dei rifiuti.

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