Conti del Comune in rosso, il sindaco di San Giuseppe Vesuviano taglia i soldi alle scuole

Andrea Ripa,  

Conti del Comune in rosso, il sindaco di San Giuseppe Vesuviano taglia i soldi alle scuole

Un drastico taglio al fondo per la manutenzione degli istituti scolastici per provare a riequilibrare il deficit strutturale delle casse pubbliche che il Comune di San Giuseppe Vesuviano si porta dietro da mesi. La manovra economica varata dal consiglio comunale del sindaco leghista, Vincenzo Catapano, finisce al centro delle polemiche. Una strategia che è inevitabile strascico di un’emergenza economica, certificata con l’approvazione del consuntivo approvato un mese fa. Il “taglia e cuci” sulle spese cittadine, illustrato dall’assessore al bilancio Enrico Ghirelli, finisce per accendere lo scontro tra la maggioranza i gruppi seduti all’opposizione. Tra scambi d’accuse, piuttosto accesi, e riferimenti ad animali e savane, l’atto passa senza il voto del sindaco, scappato dopo aver «rimproverato» i consiglieri rivali. Nel mezzo la nascita di un nuovo gruppo politico: si chiamerà Progetto Vesuviano, formato dal presidente del consiglio comunale Andrea Ementato, con i consiglieri Nicola Carillo (che ne è capogruppo), Vincenzo Ambrosio e Rosa Miranda. Nel dettaglio della manovra economica, il taglio più significativo riguarda i lavori di manutenzione nelle scuole: 177mila euro in meno rispetto ai 239mila euro inizialmente appostati. Ma non è l’unica sforbiciata prevista da un piano di riduzione delle spese che ha toccato vari ambiti. «Un disastro gestionale delle casse comunali che ha un nome e cognome: Vincenzo Catapano. Speriamo che questa agonia finisca presto», l’attacco di Antonio Borriello leader del centrosinistra. «Si tolgono i soldi destinati alla sicurezza e alla funzionalità dei nostri istituti. Il Comune è sul lastrico e non possiamo far finta di nulla», l’affondo di Antonio Agostino Ambrosio. Parole durissime di un’opposizione che senza mezzi termini ha invocato anche il ricorso al «dissesto» per le casse pubbliche. Strenua la difesa del sindaco Catapano che ha paragonato il consiglio comunale a una «savana». Così i consiglieri dell’opposizione si sono trasformati in «iene» pronte ad attaccare il «leone» (sarebbe lui, ndr). «Ma nei documentari che guardo io, il leone vince. E voi non ci affonderete», spiega durante il suo intervento dove spazia dal risultato delle Regionali al caos condoni, pur sollevato da qualche consigliere. «Il taglio ai soldi per le scuole è motivato» –  aggiunge – «perché ci sono istituti oggetto di lavori di ricostruzione per i quali abbiamo ottenuto dei fondi come il plesso Luonghi. O come per la scuola di Santa Maria la Scala. Qui non penso servano costi di manutenzione. Senza dimenticare al finanziamento da 1,5 milioni per la scuola Ceschelli a cui stiamo lavorando. Basta accuse da una opposizione che è distruttiva e non costruttiva», conclude lanciando a sua volta accuse nei confronti di Borriello e Ambrosio. Parole che rompono un silenzio durato diverse settimane. «Tornerò a fare il sindaco e avvieremo una politica di recupero dei soldi delle tasse senza sosta. Perché il vero problema di questo Comune è che incassiamo poco». Poi la fuga per «motivi istituzionali», mentre la maggioranza approva e all’opposizione restano i vani tentativi di farsi ascoltare. Quando ormai l’unico a parlare della maggioranza è già andato via. L’ultimo affondo è di Antonio Agostino Ambrosio che definisce «coccodrillo» Catapano, giusto per restare in tema di Savana. «Il suo discorso è un pianto sul morto, ha ucciso le casse del nostro Comune e ha perso cinque milioni di euro per la Cittadella».

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