Covid: “L’impennata dei casi non è transitoria, non torneremo indietro”. Gli scenari possibili

Redazione,  

Covid: “L’impennata dei casi non è transitoria, non torneremo indietro”. Gli scenari possibili

Ormai i numeri non lasciano più dubbi: l’impennata dei casi di Covid-19 che si registra in Italia da alcuni giorni non può essere attribuita a una variazione casuale: “non si tratta di una fluttuazione, ormai non torneremo indietro”, dice il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina Facebook “Coronavirus: Dati e analisi scientifiche”, che ha seguito l’andamento dell’epidemia fin dagli inizi. Siamo dunque davanti a una situazione diversa rispetto a quella registrata solo fino a qualche giorno fa e il cambiamento è troppo recente per riuscire a vedere con chiarezza che cosa potrà accadere.

“Al momento le possibilità sono due: o i casi si stabilizzeranno almeno per un periodo sui valori recenti di oltre 2.500 casi positivi, oppure è iniziata una salita”. La risposta potrà arrivare nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. “Non possiamo sapere che cosa accadrà, ma è certo – osserva Sestili – che i contagi non scenderanno più sotto quota 2.500, al netto delle fluttuazioni che dipendono dai tamponi, come accade nei fine settimana”. Potremmo quindi trovarci di fronte a un gradino analogo a quello che in agosto aveva fatto rapidamente salire il numero dei casi da qualche centinaio a oltre mille.

“Allora a determinare il balzo era stato un insieme di cause. Per esempio – osserva – avevano inciso moltissimo i contagi importati dall’estero e l’affollamento dei luoghi della movida estiva”. Nel caso di questo inizio di autunno il salto potrebbe essere una conseguenza della “ripresa delle attività lavorative e scolastiche. In generale – osserva Sestili – in autunno le nostre abitudini cambiano: si trascorre più tempo nei luoghi chiusi e si usano di più i mezzi pubblici”.

In attesa di capire come si evolverà la situazione, un dato da non perdere di vista è quello sui ricoveri nelle strutture di terapia intensiva. Al momento è evidente che la crescita attuale è molto più lenta di quella avvenuta in febbraio-marzo, ma “ci troviamo in una situazione in totale evoluzione e da monitorare. Il problema – dice – è capire quanto il Servizio sanitario nazionale reggerà prima di arrivare a saturazione”. Per tenere la situazione sotto controllo sono quanto mai necessarie le tre misure cardine di prevenzione, indossare le mascherine, rispettare il distanziamento e lavare spesso le mani. “Benvenga anche l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto per evitare contagi in situazioni di assembramento, come all’ingresso e all’uscita dalle scuole o nelle strade della movida, ma non c’è dubbio – conclude Sestili – che se le regole sono rispettate non servono ulteriori restrizioni”

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