Finti incidenti in penisola sorrentina, i nomi degli arrestati e i retroscena dell’inchiesta

Salvatore Dare,  

Finti incidenti in penisola sorrentina, i nomi degli arrestati e i retroscena dell’inchiesta

Sorrento/Vico Equense. Falsi incidenti con una Ferrari California, mazzette, perizie compiacenti e testimonianze fasulle. Tutto messo a punto nei minimi particolari con l’obiettivo di raggirare le compagnie assicurative. E’ questa la ricostruzione della Procura di Torre Annunziata che ha portato all’arresto di quattro persone: nei guai ci sono l’avvocato Giovanni Pane di Meta, l’imprenditore di Vico Equense Gianluca Izzo e due consulenti tecnici nominati dal Giudice di Pace di Sorrento, Vincenzo Polito di Casola e Luigi Giuseppe Arpaia di Pompei.

Sono tutti ai domiciliari da ieri mattina quando le fiamme gialle del gruppo della guardia di finanza di Torre Annunziata e della tenenza di Massa Lubrense hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa – su richiesta della Procura – dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata Mariaconcetta Criscuolo. Le ipotesi, a vario titolo, sono di corruzione in atti giudiziari e falsa perizia. Indagate a piede libero altre sei persone: nel mirino ci sono anche A.P., M.S. e G.M. ritenuti tutti presunti testimoni falsi, M.G. che risulta essere il proprietario di una Fiat punto ritenuta coinvolta in un incidente fasullo, ed A.S. che è il conducente di una Mercedes classe C, anch’essa al centro di un sinistro che, per la Procura, non è mai avvenuto. Secondo la Procura, l’imprenditore Izzo, aiutato dall’avvocato Pane, ha tentato di concludere due frodi ai danni di compagnie assicurative grazie a false testimonianze e perizie d’ufficio ritenute compiacenti. Sotto la luce dei riflettori esistono due circostanze. La prima coinvolge Polito che, stando alle ipotesi, ha depositato al Giudice di Pace di Sorrento una perizia falsa con cui stabiliva in 10mila euro il danno causato alla Ferrari di Izzo. In cambio, la promessa di 2.500 euro, poi divenuti 1.500 euro, con pagamento in contanti da parte dell’avvocato. Si sostiene che a Meta, il 20 luglio 2014, si sia organizzato un finto incidente tra la Ferrari riconducibile ad Izzo, una Fiat punto e una Mercedes classe C. Tutto condito, per la finanza, da foto artefatte e testimonianze mendaci.

La seconda questione riguarda anche Arpaia, medico e consulente nominato dal Giudice di Pace, che per appena 200 euro, secondo la Procura, ha presentato al giudice di pace di Sorrento una perizia attestante falsamente l’esistenza di un nesso causale tra un ulteriore incidente stradale e le lesioni riportate dal conducente di un veicolo apparentemente entrato in collisione con un altro veicolo condotto da Izzo, riconoscendo la sussistenza di un danno biologico nella misura del 3 per cento. Durante l’esecuzione dell’ordinanza emessa su richiesta della Procura guidata da Nunzio Fragliasso, la guardia di finanza ha anche proceduto a perquisizioni presso le abitazioni e gli studi professionali dai quattro arrestati con l’obiettivo di acquisire ulteriori elementi di prova in ordine ai reati contestati sia ad eventuali altri sinistri oggetto delle indagini.

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