Governo alle Regioni, i medici di base pronti ai test rapidi. Mobilitazione anche per influenza

Redazione,  

Governo alle Regioni, i medici di base pronti ai test rapidi. Mobilitazione anche per influenza

Vaccino antinfluenzale, ma anche tamponi per il virus SarsCov2: i medici di famiglia sono in prima linea per far fronte al nuovo aumento di casi di Covid-19 e l’arrivo della nuova stagione influenzale. Molti stanno cercando spazi più grandi, in tendoni o oratori, per poter vaccinare contro l’influenza, rispettando le misure di sicurezza anti-Covid, mentre dal Lazio parte l’iniziativa di eseguire i tamponi Covid negli studi dei medici di base. E sui test rapidi in serata l’annuncio del Governo dopo l’incontro tra il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia, quello per la salute Roberto Speranza e le regioni, le province e i comuni sul tema delle nuove misure anti Covid: i medici di base hanno fornito la loro disponibilità ad effettuare i test rapidi antigenici. Bene i medici sui test rapidi, dice il ministro Speranza.

“La disponibilità dei medici di famiglia a fare test rapidi negli studi è uno straordinario messaggio al Paese e lo Stato e le Regioni devono mettersi subito al lavoro per garantire condizioni di massima sicurezza. Non possiamo dirvi fate i test ma non ci sono le mascherine. Per questo, quei 235 mln approvati e che servono per portare diagnostica di primo livello nei vostri studi devono arrivare subito, perchè servono oggi”. La crescente domanda di vaccinazione antinfluenzale e i protocolli anti-Covid, allungheranno dalle 2 alle 5 volte i tempi per eseguire il vaccino. “Prima, per la campagna vaccinale, negli studi dei medici di famiglia c’erano anche fino a 20 persone in sala d’attesa e ci si metteva un minuto a persona”, spiega Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg). Quest’anno invece “potranno entrare al massimo 1-2 persone per volta, e gli appuntamenti dovranno essere prenotati.

Ci vorranno almeno 4-5 minuti a persona così”, prosegue Cricelli. Molti possono contare inoltre su studi piccoli. Ecco perchè diversi medici di famiglia stanno cercano spazi più grandi per fare i vaccini, magari in collaborazione con i Comuni, “perchè siano messe a disposizione delle tende, o magari le sale degli oratori”. In alcune regioni “si vogliono usare dei punti drive-in, come quelli messi su per i tamponi Covid, o sfruttare quelli già allestiti a tal fine”, conclude Cricelli. Ma oltre ai vaccini, c’è da gestire anche l’aumento delle richieste di tamponi. Problema a cui cercherà di venire incontro, almeno nel Lazio, un progetto che coinvolgerà i medici di base che si renderanno disponibili, per eseguire direttamente nei loro studi i tamponi rapidi per il Covid, dando il risultato in meno di un’ora. Ad annunciarlo Pier Luigi Bartoletti, vice presidente della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), in modo da snellire i drive-in, dove le attese per i tamponi sono al momento molto lunghe. Che quello dei vaccini antinfluenzali sia un fronte caldo quest’anno lo dimostra anche l’appello lanciato dall’Oms Europa, che invita a vaccinarsi: “Non abbiamo tempo per l’influenza quest’anno. I sistemi sanitari si trovano a fare i conti con una terribile pressione dovuta alla pandemia Covid-19. Per questo è vitale fermare l’influenza con la vaccinazione, l’igiene delle mani e il distanziamento sociale”.

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