Ambulanze bloccate e attese infinite: l’emergenza Covid blocca i soccorsi

Tiziano Valle,  

Ambulanze bloccate e attese infinite: l’emergenza Covid blocca i soccorsi

«Sono caduto mentre salivo le scale di casa e mi sono rotto un piede. Ho chiesto l’ambulanza e mi è stato risposto: “Non abbiamo mezzi, ce la fa a venire a piedi?”». Parte da questa testimonianza di un uomo di 78 anni di Castellammare di Stabia, che vive in viale Europa e si è infortunato a inizio settimana, un viaggio tra le gravi criticità che si stanno verificando nell’Asl Napoli 3 Sud, soprattutto per quanto riguarda i soccorsi. Due i problemi: la garanzia dell’assistenza nei percorsi “puliti” – ossia per quei pazienti che non sono affetti e non hanno sintomi da Covid – e la disponibilità delle ambulanze. Con la riconversione dell’ospedale di Torre del Greco a presidio Covid, così come Boscotrecase, l’unico nosocomio adeguato a garantire un pronto soccorso “pulito” è il San Leonardo di Castellammare di Stabia. Ai quali vanno aggiunti quelli più piccoli di Vico Equense (dove di notte non vengono garantite ecografie e Tac) e Sorrento. Ci sarebbe anche Nola, ma ormai da tre giorni, sono ricoverate oltre 35 persone positive al Covid e almeno fino a ieri mattina era impossibile destinare al presidio pazienti affetti da altre patologie. Di fatto, al momento, tutto si riversa sul San Leonardo di Castellammare di Stabia che talvolta è costretto a fermarsi. Secondo i protocolli, infatti, qualora un paziente che ha accesso al percorso “pulito” risulti positivo al test rapido (prima ancora di fare il tampone che conferma se è affetto da Covid) il presidio deve fermarsi per la sanificazione dei locali. Una procedura che può richiedere fino ad un’ora e mezza e in questo lasso di tempo di fatto, per chi dovesse avere bisogno di soccorso resterebbe solo l’opzione Sorrento. Basta fermarsi un secondo e immaginare cosa potrebbe accadere per provare un brivido di paura: una persona ferita in un incidente a Ercolano piuttosto che a Torre Annunziata, potrebbe essere trasferita a Sorrento qualora necessitasse di urgente assistenza. Da giorni c’è chi chiede di riattivare l’ospedale di Pollena Trocchia, che nonostante la chiusura di qualche anno fa custodisce ancora diversi macchinari che potrebbero essere utili almeno per il pronto soccorso. Una possibilità che finora non è stata presa in considerazione. Il paradosso più grosso però riguarda le ambulanze: i mezzi sono in convenzione con associazioni e ditte private che utilizzano una struttura di Caivano per le sanificazioni. Secondo il protocollo un’ambulanza che trasferisce un paziente sospetto caso Covid deve essere sanificata prima di tornare in servizio. In pratica, se un’ambulanza dovesse intervenire per un presunto caso di contagio in penisola deve poi arrivare a Caivano per la sanificazione, prima di tornare in penisola. Se si riesce a trovare immediatamente un posto in ospedale, entro tre ore può tornare in postazione, altrimenti c’è il rischio che un mezzo possa non garantire assistenza anche per 5-6 ore. Nel migliore dei casi.

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