L’infermiera stabiese che assiste i bimbi: “Eravamo degli eroi, oggi nessuno si preoccupa di noi”

vilam,  

L’infermiera stabiese che assiste i bimbi: “Eravamo degli eroi, oggi nessuno si preoccupa di noi”

Gli occhi stanchi coperti dal vetro della visiera. La foto di Marzia Longobardi, infermiera stabiese presso la terapia intensiva neonatale del Secondo Policlinico di Napoli, ha già fatto il giro del web. “Durante la prima fase di questa pandemia tutti noi siamo stati etichettati come eroi, ma i ringraziamenti son durati poco. Attualmente siamo caduti nuovamente nel dimenticatoio; le istituzioni non si preoccupano dei turni non stop a cui siamo costretti a sottoporci ogni giorno pur di non far collassare il complesso meccanismo assistenziale che richiede questa pandemia, ma siamo stanchi e ci sentiamo poco valorizzati”Marzia lavora coi bimbi ed assisterli è una ragione di vita: “Quando arrivo in ospedale, lascio i miei vestiti in un armadietto e indosso non solo una divisa, ma un modo di essere, fatto di dedizione, coraggio, professionalità e fatto di tanti sorrisi nascosti da una mascherina. Quando chiudo il mio armadietto ci chiudo dentro tutta la mia vita e la metto in stand by, arriva poi il momento del cambio turno dove la stanchezza cerca di prevalere, ma viene sopraffatta da un senso di “pace” perché nonostante tutte le difficoltà organizzative ed assistenziali si è riusciti a dare il massimo per i nostri piccoli super eroi”. Una vita difficile quelle degli infermieri alle prese con una pandemia senza precedenti. “È inutile negarlo siamo in trincea e la paura di restare contagiati c’è. Ma la paura non può vincere e allora si indossa il coraggio e si va dritti. In quelle incubatrici ci sono piccoli eroi che pesano, a volte, pochi grammi e che hanno bisogno di noi. E fuori ci sono mamme e papà con i loro occhi lucidi che hanno bisogno di rassicurazioni, di crederci” dichiara Marzia. Ma l’appello finale è rivolto a tutti: “Mi permetta prima di indossare la divisa per la mia seconda notte di seguito di lanciare un messaggio di speranza. Il covid si può fermare se facciamo tutti attenzione . Di Covid si muore, non è uno scherzo, le mascherine, il distanziamento sociale e il corretto lavaggio delle mani per ora sono le nostre sole armi mentre altri medici, altri ricercatori, forse anche loro precari, studiano per il vaccino”.

CRONACA