Crac Deiulemar, l’ultimo verdetto inchioda lady crac

Alberto Dortucci,  

Crac Deiulemar, l’ultimo verdetto inchioda lady crac
Una protesta Deiulemar

Torre del Greco. L’ultimo verdetto della guerra giudiziaria legata al fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione «inchioda» Giovanna Iuliano e spalanca le porte all’attesa riderterminazione della pena per gli armatori-vampiri condannati per bancarotta e raccolta abusiva del risparmio. A 72 ore dal rigetto del ricorso presentato dai fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta, infatti, la suprema corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali dell’erede dello storico «capitano» di Torre del Greco. Confermato, dunque, il castello accusatorio su cui – a inizio luglio del 2019 – gli ermellini di Roma avevano ribadito la responsabilità degli imputati per il fallimento dell’ex colosso economico di via Tironi, rinviando la questione in Appello solo per la rideterminazione delle pene per i tre imputati eccellenti dell’inchiesta.

Sono passati 15 mesi – in larga parte costellati dall’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19 – e finalmente la vicenda potrà tornare davanti ai magistrati di secondo grado. Un processo-bis fino a oggi frenato dai ricorsi pendenti in cassazione – l’ultima carta giocata dagli armatori-vampiri per rallentare la corsa per la sentenza definitiva – ma, alla luce degli ultimi verdetti, destinato a essere fissato a stretto giro di posta. Poi il fascicolo dovrà tornare nuovamente all’attenzione degli ermellini di Roma. La notizia dell’ennesima bocciatura giudiziaria per gli armatori-vampiri ha restituito un minimo di entusiasmo agli ex obbligazionisti provati da 8 anni di battaglie per provare a recuperare gli 800 milioni di euro spariti insieme alla Deiulemar compagnia di navigazione.

Ma la tensione resta alta sulla «madre di tutte le cause» legate alla cosiddetta Parmalat del Mare: il contenzioso da 393 milioni aperto con Bank of Valletta, l’istituto di credito di Malta in cui – la tesi portata avanti dalle curatele fallimentari – sarebbe confluita parte dei soldi spariti dalla ex banca privata di Torre del Greco. «Dopo la proposta transattiva da 50 milioni formulata da Bank of Valletta per chiudere la partita e respinta al mittente – l’allarme lanciato all’interno dei blog social abitualmente frequentati dall’esercito di vittime del grande crac all’ombra del Vesuvio –  non si escludono a breve nuovi colpi di scena. Come abbiamo detto la sentenza è fissata a breve e ci sono non poche possibilità che la Bov possa alzare la posta in palio per farla franca. In questa fase intermedia di attesa dobbiamo restare vigili e informati per impedire golpe».

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