Giunta a Ercolano, Buonajuto pronto: ecco i nomi. Ma manca il Pd

Alberto Dortucci,  

Giunta a Ercolano, Buonajuto pronto: ecco i nomi. Ma manca il Pd
Il Comune di Ercolano

Ercolano. Insieme a Francesco Ranieri – rieletto sindaco di Terzigno, ma «solo» al ballottaggio contro Vincenzo Aquino – resta l’unico primo cittadino della provincia di Napoli senza la giunta: uno scenario, a dispetto del plebiscito di voti con cui è stato nuovamente incoronato «re» di Ercolano, facilmente immaginabile all’indomani della corsa alle urne perché Ciro Buonajuto – complice l’exploit elettorale dei democrat con conseguente «infornata» di dieci consiglieri comunali – resta inchiodato ai capricci e ai ritardi del Pd. Caprici e ritardi ora capaci di frenare l’ufficializzazione della squadra di governo cittadino di corso Resina.

Metà esecutivo a posto

Secondo i rumors provenienti da palazzo di città,  quattro assessori su sette sarebbero già pronti a prendere il proprio posto. Al termine del giro di consultazioni con il primo cittadino, infatti, la lista civica «Il Popolo Ercolanese» ha indicato Andrea Formicola – noto come «il figlio di Bartolino», eletto con 641 preferenze – come primo nome. In alternativa – come eventuale quota rosa – il nome caldo è Mariarca Cascone, pure reduce da una brillante affermazione alle urne con 609 preferenze. In entrambi i casi, Michele Simeone – primo dei non eletti alle spalle di Aniello Iacomino – entrerebbe in consiglio comunale. Giochi fatti pure in casa Italia Viva, la lista costruita dal baby Renzi del Vesuviano e arrivata  a piazzare – al debutto a Ercolano – sei eletti all’interno dell’assise: l’ex vicesindaco Luigi Fiengo – sostenuto da tre alleati – tornerà in giunta mentre il secondo nome potrebbe essere Anna Giuliano oppure un tecnico sostenuto dalla stessa «primatista» della lista e da Simone Tarallo. Già pronta a entrare a palazzo di città Rosa Zeno – prima dei non eletti con 631 voti – mentre Teresa Solaro dovrà aspettare la decisione della coppia di big di Iv.

Le ambasce del Pd

Al momento, l’unica certezza nel marasma di veleni tra correnti dei democrat resta la nomina di Luigi Luciani – scelta concordata da Ciro Buonajuto e da Marco Sarracino, segretario provinciale del Pd, alla vigilia del voto – a vicesindaco. Per il resto, si naviga a vista. Con Antonello Cozzolino – l’ex vicesindaco di Vincenzo Strazzullo sponsorizzato da Nancy Scognamiglio, l’ultima eletta dei 10 esponenti della corazzata dem – in pressing per strappare una poltrona e la solita corsa  a individuare una quota rosa condivisa da tutte le «anime» del colosso d’argilla di Ercolano. Alla finestra restano Carmela Saulino – la dottoressa capace di raccogliere la bellezza di 1.400 preferenze – e Luigi Simeone: all’ex assessore – entrata in giunta sul finire del primo mandato di Ciro Buonajuto – non dispiacerebbe riprendere il lavoro lasciato a metà, mentre l’ex capo dell’assise punterebbe alla conferma alla guida del consiglio comunale. Insomma, i giochi sono in alto mare e il «pretesto» dell’emergenza sanitaria potrebbe prolungare l’agonia all’interno dei democrat. Dove, evidentemente, le scorie della mozione di sfiducia presentata e ritirata in 24 ore hanno lasciato ferite e divisioni.

Il tecnico di fiducia

L’ultima casella della giunta spetta – secondo la «ripartizione» decisa durante la prima cena di maggioranza – a un tecnico di fiducia del sindaco. Finora Ciro Buonajuto non si è espresso ufficialmente sulla questione, ma non sembra complicato arrivare al nome di «mister x». Partendo proprio dal primo mandato e dal caso della mozione di sfiducia. Durante i primi 5 anni a corso Resina, il pupillo dell’ex premier ha potuto contare su tre tecnici: Ivana Di Stasio, Giuliana Di Fiore e Lucio Perone. Al momento dello strappo in maggioranza – sfociato proprio con la mozione-flop per mandare a casa il sindaco – le due quote rosa cominciarono a «disertare» le sedute dell’esecutivo. Mettendo così da parte il ruolo «tecnico» e assumendo una matrice politica. Dunque – a 5 mesi di distanza – in pole position per tornare a occupare la propria poltrona ci sarebbe Lucio Perone, l’unico rimasto fedele al proprio mandato durante la bufera politica di maggio.

@riproduzione riservata

CRONACA