Madonna della Neve, la festa patronale senza processione: buio dopo 141 anni

Giovanna Salvati,  

Madonna della Neve, la festa patronale senza processione: buio dopo 141 anni

Francesca è in fila in piazza Giovanni XXIII con sua madre Marianeve. Ha 87 anni e ha sempre visto la processione del 22 ottobre dal balcone di casa sua a via Roma. Ma quest’anno non può. Il covid ha bloccato l’effige vietando la processione storica ma non la fede di quella donna e di altri cento che ieri mattina, in modo responsabile e composto, hanno rispettato i dispositivi di sicurezza. Le due donne, come tante attendono che i volontari le misurano la temperatura e le diano il via libera a percorrere il corridoio di transenne in piazza, calpestare la passerella di moquette blu e fare ingresso nella Basilica della Madonna della Neve. Ai lati della piazza storica due carabinieri vigilano per evitare assembramenti. Francesca tiene la madre per il braccio. L’accompagna all’ingresso, disinfettano entrambe le mani e poi dritto verso i banchi di legno. Si assicura che ci sia la distanza e si siedono. Poi si volta verso la Madonna e s’inchina. Un bacio verso la Vergine bruna e sotto quella mascherina gli occhi diventano per un attimo gelidi ma speranzosi. Poi mormora : «Mamma della Neve aiutaci tu contro questa malattia, chi l’avrebbe mai detto che oggi dovevamo venire noi da te». La tristezza e la speranza trapelano negli occhi che accomunano i fedeli, l’unico veicolo che hanno per condividere la fede. C’è un mondo da imparare dietro gli sguardi, di accorgersi di chi hanno a loro fianco, perchè non possono stringersi, abbracciarsi. Solo salutare da lontano. Anche avvicinarsi al Quadro è impossibile e i fazzoletti bianchi che solitamente vengono strofinati vicino all’icona quest’anno sono vietati. Per le strade poca gente e niente bancarelle. Don Raffaele Russo dall’altare grida di avere pazienza ed essere fiduciosi «La Madonna ci guarda, ci protegge e con noi e presto finirà anche questo incubo, preghiamo per chi sta combattendo in terapia intensiva e contro questo virus». I pescatori chinano il capo ma sono nostalgici di quel peso che da 141 anni ininterrotti hanno portato sulle spalle. La malinconia della fatica, del sudore, della stanchezza. Dai microfoni della città nessun «Viva Maria» ma anche tanta amarezza. Sulla facciata della Basilica lo striscione realizzato dai tifosi Ultras del Savoia: «Quest’anno non sarai in spalla ai tuoi marinai ma nel cuore di un popolo che amarti non smette mai». Uno spaccato di una città che in alcuni rioni non ha rinunciato comunque a stendere le coperte come da tradizione al passaggio del Quadro, o a accendere  un lume o depositare un fiore davanti alle cappelle votive della Madonna della Neve in città. La porta della Basilica resta aperta tutto il pomeriggio per consentire a tutti di fare tappa davanti alla Vergine e alle 18,30 la messa con il vescovo Francesco Marino e i pescatori. Sono loro a chiedere con quanto hanno fiato in corpo alla Madonna una sola grazia «La salute, solo la salute: fa in modo che questa emergenza termini presto». Poi l’appello ai concittadini: «mettete la mascherina e pregate, un po’ di pazienza e finirà quest’altra ondata e poi la Madonna sarà di nuovo in mezzo a voi». La città che solitamente il 22 ottobre è in festa si ferma. Mala paura e la rassegnazione non hanno cancellato la fede.

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