Tangenti e sospetti sugli appalti, il processo al sindaco di Meta verso la prescrizione

Salvatore Dare,  

Tangenti e sospetti sugli appalti, il processo al sindaco di Meta verso la prescrizione

Meta. Tangenti. Favori. Appalti pilotati. Affidamenti forzati. Secondo la Procura di Torre Annunziata, al Comune di Meta, esisteva un sistema fuorilegge. Di diverso avviso gli imputati, a cominciare dal “sindaco del popolo” Giuseppe Tito. Il processo è ripartito ieri al Tribunale di Torre Annunziata. Sono state depositate le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche – 1.700 pagine – ed è stato sentito un luogotenente della guardia di finanza. Ma incombe il rischio della prescrizione per numerosi capi di imputazione vista la scelta degli imputati di evitare il processo abbreviato: dettaglio non da poco rilevato già, a chiusura delle indagini, da parte del giudice dell’udienza preliminare Antonio Fiorentino che dispose il rinvio a giudizio per tutte le posizioni. E che è stato riproposto anche ieri, a partire dai difensori degli imputati. Si tratta di un elemento cruciale che può sostanzialmente imprimere una svolta nel giudizio in corso dinanzi ai giudici di Torre Annunziata. Oltre Tito (difeso dall’avvocato Paola Astarita), a processo ci sono gli imprenditori Antonino Staiano, Aniello Donnarumma (difeso dall’avvocato Roberto Attanasio) e Nunzio Lardaro, la dipendente di una cooperativa Carmela Izzo e i dirigenti comunali Rocco Borrelli, Paola De Maio e Rina Paolotti. A vario titolo si contestano peculato, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, appropriazione indebita ed emissione di false fatture. Alcune di queste ipotesi vengono contestate dall’anno 2012 e, per i difensori degli imputati, c’è evidente la prescrizione che affiora all’orizzonte. Nel corso della prossima udienza, prevista agli inizi di febbraio, ci sarà il controesame del luogotenente della guardia di finanza.

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