Torre Annunziata. Lite per un debito dietro gli spari contro la donna

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. Lite per un debito dietro gli spari contro la donna

La pistola che ha impugnato Raffaele Maresca per sparare contro una donna mercoledì mattina sembra scomparsa nel nulla e spunta un vecchio debito tra i protagonisti del raid armato. Ieri mattina nuova perquisizione nel centro storico di via Vittorio Emanuele ma dell’arma che avrebbe potuto uccidere quella donna nemmeno l’ombra. Scomparsa, occultata in un posto sicuro dal sicario che subito dopo aver esploso i due colpi – uno contro il muro e uno finito invece sul pavimento – l’avrebbe nascosta impedendo così ai carabinieri, intervenuto sul posto, di recuperarla. I carabinieri hanno provato a cercarla intorno all’abitazione al civico 38 ma senza trovarla. Intanto si fa più chiara la dinamica sfociata nel raid armato alla cui base vecchi rancori per la cessione di immobili e in particolare l’appartamento dove abita la donna vittima del raid armato.  Sono da poco passate le undici quando una donna, la vittima dell’intimidazione – vicina alla famiglia dei Gallo Cavalieri – sta rincasando. Parcheggia la sua Fiat Panda e recupera la spesa sul sediolino posteriore dell’auto. A tagliare la strada è un’altra autovettura, una Fiat 500 x al cui interno ci sono altre tre donne. La vittima le conosce bene. Abitano nello stesso tratto di strada. Le tre iniziano ad urlare ed inveire contro di lei. Lo scambio di ingiurie e di insulti diventa sempre più infuocato. La donna decide così di rincasare: non ha nemmeno il tempo di aprire la porta della sua abitazione che alle spalle vede piombare un uomo. Tra le mani una pistola. Preme il grilletto due volte e prima che lo faccia ancora viene scaraventato fuori dalle donne, una di queste proprio la moglie. I colpi non vanno a segno: uno si conficca nel muro, l’altro rimbalza e si ferma sul pavimento. Sul posto piombano le pattuglie dei carabinieri: le donne vengono condotte in caserme e con loro anche Raffaele Maresca. E’ lui che ha impugnato quella pistola e ha sparato contro la donna e secondo quanto ricostruito dai militari non per intimidire ma per ferire la donna, forse addirittura per ucciderla. Quanto basta per far scattare le manette: l’intera scena è stata ripresa dalle telecamere della videosorveglianza pubblica che hanno così consentito ai carabinieri  di ricostruire la scena ed incastrare l’uomo. Ma la prova per chiudere il caso ed incastrare definitivamente Maresca manca ancora. Nelle prossime ore saranno effettuati nuovi sopralluoghi, nuove perquisizioni perché l’arma potrebbe nascondersi proprio nei pressi dell’abitazione della vittima e del sicario, nel luogo in cui si è consumato il raid. @riproduzione riservata

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