Castellammare, provini hot: inchiodato l’agente

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Castellammare, provini hot: inchiodato l’agente

Castellammare. E’ scoppiato in lacrime davanti ai giudici. Troppa l’emozione nel ricordare quella scabrosa vicenda nella quale è rimasto coinvolto. L’udienza è stata persino sospesa per qualche minuto. Poi il lungo racconto, scandito dai singhiozzi. Parole che hanno raccontato la parabola di un sogno che si è trasformato presto in un incubo. Da modello a oggetto delle attenzioni morbose di quell’uomo che avrebbe chiesto scatti hot e immagini senza veli a un ragazzino minorenne. Una brutta storia ripercorsa nella testimonianza choc di quel ragazzo di Castellammare di Stabia che nell’aula del tribunale di Torre Annunziata ha puntato il dito contro Luigi Arsenio, meglio conosciuto come “Luis” la “Iena della moda” di Boscoreale. L’uomo – impresario – è imputato con l’accusa di detenzione di materiale pedo-pornografico. L’epilogo di una storia cominciata qualche anno fa. Quando Arsenio finì nell’occhio del ciclone. Ad accusarlo un servizio giornalistico realizzato da “Le Iene”, la trasmissione tv di Mediaset. Un servizio nel quale alcuni aspiranti modelli, contattati dello stesso Arsenio sui social, hanno raccontato che l’impresario li avrebbe invitati a inviargli video hot, chiedendo persino filmati dei ragazzi in pose erotiche o durante la masturbazione. L’inchiesta Di quelle presunte vittime una ha realmente denunciato tutto alle forze dell’ordine. Si tratta di un ragazzo di Castellammare di Stabia che all’epoca dei fatti aveva sedici anni. Il giovane, assistito dall’avvocato Alfonso Piscino, ha raccontato dei primi approcci con quell’agenzia di moda. Dal provino al quale si sarebbe presentato accompagnato dai suoi genitori fino alle richieste di foto hot da parte di Arsenio. Il giovane, resosi conto della situazione, a un certo punto ha deciso di denunciare tutto alla polizia postale innescando l’indagine poi sfociata nel processo penale a carico dell’impresario. Al centro del fascicolo, oltre ai racconti della presunta vittima anche una serie di perizie eseguite su alcuni dispositivi elettronici in uso ad Arsenio. Documenti che – sostiene l’accusa – confermerebbero i racconti del giovane che era stato già ascoltato. La difesa L’altra faccia della verità, però, verrà raccontata nella prossima udienza. In calendario, infatti, c’è l’esame dell’imputato. Arsenio – difeso dagli avvocati Massimo Lafranco e Margherita Vitiello – ha chiesto di essere ascoltato in aula. In quella circostanza l’impresario della zona vesuviana proverà a spiegare la sua versione dei fatti per convincere i giudici della sua innocenza. Una tappa chiave di un processo che salvo colpi di scena dovrebbe concludersi nel giro di qualche mese con la sentenza di primo grado. E che dovrebbe scrivere la parola fine nelle prossime settimane.

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