Il rebus giunta di Terzigno: a tre settimane dalla vittoria Ranieri resta senza nomine

Andrea Ripa,  

Il rebus giunta di Terzigno: a tre settimane dalla vittoria Ranieri resta senza nomine

Dalle urla e gli assembramenti di piazza Troiano Caracciolo del Sole, segnali della nuova vittoria alle elezioni, al silenzio di oggi. Terzigno, tra le città maggiormente colpite dalla seconda ondata di contagi, dove anche cinque dipendenti comunali sono risultati positivi all’esito degli ultimi tamponi effettuati, vive una strana fase di «quiete» politica. Che mal cela gli scontri interni a una neonata maggioranza – per lo più conferma di quella uscente – che rischia di insediarsi già con qualche crepa all’interno. Sintomatiche sono le mancate nomine degli assessori a quasi un mese dalla vittoria elettorale. Non è l’unica mancanza, perché in Comune – ma stavolta non dipende da alcuna strategia interna – s’attende ancora la proclamazione degli eletti (quella di oggi potrebbe essere una giornata buona sotto questo punto di vista). In attesa della cerimonia ufficiale per l’insediamento della squadra di governo cittadina, la scelta dei nuovi assessori che dovranno comporre l’esecutivo agli ordini del sindaco Francesco Ranieri resta un rebus. Come un rebus restano le iniziative da intraprendere, a un mese dalla vittoria la macchina amministrativa è paralizzata. E non solo per l’emergenza Coronavirus.

Poche idee e soliti nomi

Le indiscrezioni che arrivano da palazzo di città sono tante e indicano un esecutivo nascente sulla «falsariga» di quella che ha chiuso il proprio mandato a inizio settembre. In pole per un posto nella nuova giunta c’è Genny Falciano, la più votata della recente tornata elettorale. La «pasionaria» di Terzigno, leader della lista civica Mivar con i suoi 622 voti, è l’indiziata numero uno per la «promozione» dal consiglio comunale all’esecutivo. Ed ora, vista la forza mostrata alle urne, spinge anche per la poltrona di vicesindaco, a lungo rincorsa nel maxi rimpasto di meta mandato (due anni fa). Cultura e istruzione potrebbero restare deleghe su cui continuare a puntare, anche in virtù della nascita del parco archeologico di Cava Ranieri e della costruzione del liceo scientifico (temi su cui costruire una futura candidatura, tra cinque anni). In giunta potrebbe «ritrovare» posto anche Massimo Annunziata, vicesindaco uscente e più votato della lista Terzigno nel Cuore. Ingegnere e Casilliano doc – per trascorsi personali, oltre la politica – l’ex numero due della giunta cittadina resterebbe in giunta con alcune delle deleghe tenute già durante il primo mandato.

Le poltrone da dividersi

Ma oltre a Falciano ed Annunziata, i nomi che più insistentemente girano in città per gli incarichi da assessore, c’è una spartizione figlia del voto di cui Ranieri dovrà tenere conto. Alla lista Mivar – il gruppo forte che ha trainato l’intero schieramento – dovrebbero andare tre poltrone in giunta. Una di riferimento del gruppo Falciano-Mosca, l’altra al duo Ciaravola-Ambrosio (che puntano anche all’incarico di presidente del consiglio comunale) e una a Serafino Ambrosio, il «jolly» della maggioranza che ha rinunciato alla candidatura a sindaco per una «poltrona sicura» in consiglio comunale. Un assessore invece andrà al duo Annunziata-Vaiano di Terzigno nel Cuore (con Annunziata che dovrebbe lasciare il posto in consiglio). Resta poi una poltrona vacante tra gli altri due consiglieri eletti, i “soli” delle altre due liste che hanno sostenuto Ranieri: Biagio Ferraro di Terzigno Democratica e il «tifosi leghista» Luigi Canestrino de “Il Tralcio”. Non è escluso che i due decidano di formare un gruppo consiliare alla prima seduta oppure decidano di «accodarsi» con gli altri eletti. Trattative oggi ancora al vaglio della nascente maggioranza e che frenano – al di là dell’emergenza sanitaria – la nascita della nuova giunta. Un esecutivo che, a un mese dalla vittoria al ballottaggio del sindaco Francesco Ranieri (battuto nel testa a testa Vincenzo Aquino, con il supporto Stefano Pagano), stenta ancora a nascere.

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