Covid, sindaci senza soldi: addio aiuti alle famiglie

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Covid, sindaci senza soldi: addio aiuti alle famiglie

Sono i destinatari immediati di ogni protesta. I sindaci dei comuni sentono il fiato sul collo delle famiglie che vivono l’emergenza Covid. Alle prese con bilanci zoppicanti, senza soldi e con l’incubo reale di trovarsi proteste e rivolte sotto le proprie finestre. Nella scorsa primavera il Governo venne in aiuto: un contributo eccezionale di fondi che servì a distribuire una manciata di euro che si trasformarono in buoni pasto e in soldi per acquistare generi alimentari. La seconda ondata, però, potrebbe produrre effetti ancora più devastanti. Lo sa bene ad esempio il sindaco di Boscorale Antonio Diplomatico che punta il dito contro l’atteggiamento del Governo. “Sono molto amareggiato dall’atteggiamento del Governo che ci ha lasciato soli, con poche risorse e mezzi, a fronteggiare un’emergenza sanitaria che ha gravissimi risvolti socio-economici. Le casse comunali sono in grave difficoltà e mancano fondi specifici per il Coc e la protezione civile” racconta il medico. “Dovremmo avere la possibilità di impiegare i volontari della protezione civile anche di altri comuni proprio per fronteggiare le richieste di assistenza. Abbiamo le mani legate ma il Governo non fa altro che scaricare sui sindaci ulteriori responsabilità”. Nella vicina Torre Annunziata anche il sindaco Vincenzo Ascione appare preccupato da come si potrà gestire la seconda ondata anche dal punto di vista economico: “Purtroppo anche la manovra del governo è in parte effettuata su risorse che dovevano entrare nelle nostre casse quindi non saprei a livello comunale come aiutare se non appunto rinunciando a parte degli incassi. Per il resto così come abbiamo già fatto ad aprile vogliamo farci promotori per suggerire una serie di interventi a favore delle categorie che riteniamo più colpite da queste restrizioni” spiega Ascione.  Non sono da meno, in quanto a timori e preoccupazioni, anche i sindaci dei comuni più piccoli. Nino Giordano, sindaco di Lettere, spiega che “in questa fase “abbiamo e stiamo utilizzando ancora i fondi regionali e statali. Con i nostri fondi abbiamo solo fatto fronte ai mancati incassi del lockdown. Ma anche l’ordinario è a rischio”. Ci sono poi amministrazioni comunali virtuose che, fino all’ultimo momento, lavorano per evitare che i propri concittadini debbano fare i conti con la fame. «Come Comune, con fondi propri dell’ente, abbiamo deciso di istituire nuovamente un bando per misure urgenti e necessarie a sostegno delle famiglie in difficoltà economica. Si tratta di un iter che procurerà supporto ai nuclei indigenti per l’acquisto di prodotti di prima necessità. E’ un provvedimento necessario e con l’intera amministrazione stiamo predisponendo ulteriori iniziative per finanziare ulteriori interventi» spiega Piergiorgio Sagristani, sindaco di Sant’Agnello. A cui fa eco il suo collega di Sorrento, Massimo Coppola: «Intendo varare un piano straordinario di aiuti per tutte le persone ora in difficoltà per l’emergenza Covid 19. E’ un impegno già assunto nel corso della scorsa campagna elettorale e che stiamo portando avanti. Come amministrazione si è al lavoro alacremente per poter definire i provvedimenti e mettere in piedi il programma di intervento con fondi dell’ente. Di recente sono già stati erogati i bonus fitti nei confronti di centinaia di famiglie sorrentine. Col taglio delle luminarie abbiamo raccolto quasi 250mila euro». Anche Castellammare si prepara a una stagione di tensioni: “Stiamo per approvare un regolamento ad hoc per l’erogazione di contributi alle famiglie, che ci consentirà di aiutare concretamente le persone che in questi mesi vivono in condizioni di disagio. In particolare, avremo la possibilità di mettere a disposizione il ricavato della raccolta fondi effettuata durante il lockdown, pari a circa 40mila euro, e di valutare ulteriori opzioni di finanziamento per venire incontro a chi oggi si trova in difficoltà. Grazie all’impegno dei servizi sociali, saranno attivati nuovamente il carrello solidale e il farmaco sospeso. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, in attesa che anche la Regione e il Governo si diano da fare per venire incontro alle esigenze delle tante famiglie oppresse dalla crisi” le parole del sindaco Gaetano Cimmino. Anche Giovanni Palomba, sindaco di Torre del Greco ha una sua exit strategy: “La scorsa settimana abbiamo approvato in consiglio comunale una variazione di bilancio in cui abbiamo previsto una serie di aiuti e contributi alle fasce deboli e alle fasce colpite dall’emergenza sanitaria. Fortunatamente il bilancio del nostro comune è in attivo: abbiamo messo da parte circa dodici milioni di euro per affrontare le eventuali emergenze del prossimo anno” conclude il sindaco.

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