La sociologa Amaturo: “Sì, esiste un rischio di guerra sociale”

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La sociologa Amaturo: “Sì, esiste un rischio di guerra sociale”

«La pandemia ha fatto saltare gli equilibri di una società fragile come quella meridionale: la situazione è delicata» Enrica Amaturo è direttrice del Dipartimento di Sociologia alla Federico II di Napoli e fa parte dal mese di maggio del 2020 del Comitato tecnico scientifico accompagna il Governo nella gestione dell’emergenza.

Professoressa, al Sud soprattutto è in atto una guerra tra coloro che sono garantiti e i precari. Una miscela esplosiva.

«E’ evidente che si tratta di un momento complicato per questo motivo. C’è una parte della società che vive male questo momento, ha i problemi noti di depressione, ma sicuramente è meno minacciata ed esposta sotto il profilo economico. Il problema vero è che in una situazione dove c’è un’economia informale o sommersa ci sono persone che qualora si facesse un blocco totale non avrebbero più la possibilità di avere dei mezzi di sostentamento».

Questo si trasforma in rabbia e rivolte.

«Certo. E quando viene cavalcato questo malessere probabilmente da altri tipi di infiltrazioni si creano alcuni fenomeni pericolosi come quelli che abbiamo visto».

La pandemia, dunque, ha solo fotografato un sistema economico fragile come il nostro.

«Sicuramente il Covid e la pandemia hanno aggravato una situazione che poteva essere già esplosiva di per se. Ma era una situazione su cui c’erano accomodamenti, si riuscivano a  trovare equilibri anche in situazioni difficili con mercato del lavoro complesso come quello del Sud. Un sistema che, pur svantaggiato, trovava un suo equilibrio e degli aggiustamenti. La pandemia ha fatto saltare questi meccanismo».

Cosa si fa in questi casi? Si tutelano i precari o si mortificano i garantiti?

«E’ complicatissimo difficile rispondere le esigenze sono tante e contraddittorie. Quello che rimprovero è che bisognava prepararsi meglio ala seconda ondata. Quando si arriva alle strette e si mette incontrasto esigenze di salute con quelle economiche il disastro è dietro l’angolo. Biosgnava prevedere ciò che stava per accadere. Sanità, trasporti e tracciamento: su questi siamo stati lenti».

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