I commercianti di Torre Annunziata lasciati soli dal sindaco: «Politica miope e incapace»

Giovanna Salvati,  

I commercianti di Torre Annunziata lasciati soli dal sindaco: «Politica miope e incapace»

Hanno spento la luce, abbassato la serranda e vestiti a lutto hanno simbolicamente consegnato le chiavi del proprio negozio all’assessore al commercio Bruno Orrico. È la protesta pacifica e silenziosa dei commercianti di Torre Annunziata. L’inno d’Italia riecheggia nelle strade di una città che prova a reagire, a farsi sentire. «A Torre Annunziata la crisi è arrivata prima della pandemia e ora siamo solo destinati a morire se non arrivano aiuti anche dal Comune fino ad oggi assente» dicono gli esercenti. Non urlano ma compatti come mai era accaduto hanno deciso di farsi vedere e sentire. «Siamo rimasti in silenzio e in attesa per troppo tempo – racconta Antonio, un giovane ristoratore – Abbiamo atteso progetti, idee, iniziative, persino il rilancio del turismo che però non è mai arrivato».

Un coro unico che diventa un appello disperato: «Abbiamo speso soldi per adeguarci a tutte le normative anti Covid, creare dispositivi di sicurezza e metterci in regola – spiega Francesca, una parrucchiera – Avevamo ripreso la nostra attività a fatica, poi di nuovo l’incubo dei contagi e ora quello di un lockdown. Non posso più permettermi di avere tre dipendenti e sarò costretta a licenziare. Nessun incentivo per le tasse perché le mie sono rimaste invariate al contrario di quello che ci aveva promesso lo Stato. Così non si può più andare a avanti: abbiamo combattuto persino contro la paura dei clienti e ora ci ritroveremo di nuovo al collasso». Dall’estetica al negozio di abbigliamento, dai bar alla telefonia: tutte le categorie hanno deciso di partecipare al flash mob e accusando anche l’amministrazione Ascione: «Vi consegniamo le chiavi delle nostre attività ormai al collasso». La resa dei commercianti è la sconfitta della politica. «Tra qualche giorno ci troveremo una nuova ordinanza – spiega Anna, del comitato a difesa della salute – Sono settimane che stiamo chiedendo l’apertura di un pronto soccorso all’ospedale civile di Torre Annunziata perché per un territorio così grande non c’è più un posto dove andare in caso di emergenza». I volti dei commercianti segnati dal dolore e dalla crisi sono la testimonianza di una battaglia che hanno provato a combattere da anni. «Questa città ha bisogno di persone capaci di assumersi delle responsabilità – aggiunge il gestore di una tabaccheria – E invece puntualmente vediamo sfilate amministratori solo durante il periodo elettorale, ora non ci sono: perché? Avevano paura di assembramenti o di noi? La nostra è una protesta pacifica ma dove volevamo al nostro fianco le istituzioni». «Purtroppo la crisi a Torre Annunziata ha anticipato la pandemia – spiega il presidente di Confcommercio, Giuseppe Manto – L’insediamento dei centri commerciali e l’assenza di un’amministrazione che sappia progettare e confrontarsi con le categorie hanno penalizzato una categoria già sofferente». Manto sottolinea anche l’assenza alla manifestazione del sindaco: «L’unico ad essere presente, per sua iniziativa, è stato solo l’assessore al commercio Orrico – continua – Questo ci ha fatto senza dubbio piacere ma tutti i commercianti hanno lamentato l’assenza del primo cittadino che proprio in un momento così difficile doveva invece esserci vicino». Il leader dei commercianti infine non risparmia nemmeno don Ciro Cozzolino, il parroco della Trinità che nei giorni scorsi era stato critico nei confronti dei commercianti: «Mi fa piacere averlo visto e soprattutto mi fa piacere che abbia partecipato alla nostra iniziativa, dobbiamo smetterla e dire no ai personalismi: abbiamo dimostrato che solo uniti si riesce a far rumore». Quando la protesta finisce la strada si libera ma le serrande restano abbassate e l’amarezza è sintetizzata nelle parole di un commerciante: «Credo che fra un po’ la luce del mio negozio resterà spenta per sempre».

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