Transenne davanti al Santuario di Pompei: un cancello dal sapore medioevale

Salvatore Piro,  

Transenne davanti al Santuario di Pompei: un cancello dal sapore medioevale
Pompei, transenne davanti al santuario

Pompei. Santuario blindato da 5 cancelli in ferro battuto, fedeli e popolo del web insorgono. La Chiesa: “In questo modo, tuteliamo il patrimonio artistico”. E’ riesplosa in tutto il suo fragore, ieri mattina, la rivolta dei cristiani di Pompei, contrari alla chiusura dell’antico porticato del Santuario in piazza Bartolo Longo: un’idea, quella di blindare il sagrato della Basilica, che era in piedi da diversi mesi, ma definitivamente completata ieri, quando gli operai di una ditta specializzata hanno installato le grosse inferriate che per sempre blinderanno il Santuario, consacrato nel 1901 e voluto dal Beato Bartolo Longo come luogo simbolo di una vita spesa per i poveri.

Chi protesta contro i cancelli, sinonimo di una Chiesa che sembrerebbe chiudersi in se stessa, però accusa senza mezzi termini: “Si tratta di barriere contro i clochard. E’ una vergogna”. Il caso, in città, era esploso il 3 settembre scorso, giorno in cui il Pontificio Santuario di Pompei autorizzò gli operai della ditta per una prima prova tecnica di installazione delle inferriate. Anche la prima prova, così come accaduto ieri per l’ultimazione dei lavori, scatenò la forte indignazione dei fedeli e del popolo del web.

Tant’è che in una successiva nota pubblica, gli addetti alla comunicazione del Santuario mariano – uno dei più famosi e visitati al mondo – furono indotti a precisare: “L’iniziativa, concordata già da alcuni mesi, è stata autorizzata dagli organi competenti (in primis, la Soprintendenza di Pompei, ndr) per la tutela del patrimonio artistico, così come viene fatto nelle principali chiese del mondo. Le inferriate, simili nella forma e nello stile a quelle preesistenti che circondano il Santuario, sono state progettate e realizzate da un’impresa specializzata nella lavorazione del ferro di tipo tradizionale. I cancelli saranno installati dopo le necessarie prove”.

Spiegazioni che però non hanno mai convinto: né a settembre, nè ieri, quando la rivolta anti-cancelli è scoppiata con veemenza soprattutto attraverso post di accuse, nemmeno troppo velate, pubblicate sul social Facebook. “Hanno paura. I clochard ‘rompono’ l’immagine del porticato della Basilica” scrive ad esempio Teresa “che quando piove è invece molto utile a queste persone senza casa. Anni fa, era una mattina di ottobre, nel recarmi al Santuario, vidi un clochard che dormiva con un materasso e un piumone: fu cacciato dai custodi. E pioveva a dirotto”. Sul web, ieri, sono apparsi pure post di approvazione. Non molti, in realtà: segnalano comunque un dibattito che resta aperto. “Non è l’installazione di cancelli di protezione, che elude il buon operato che, soprattutto la Chiesa di Pompei, compie quotidianamente” scrive su tutti Raffaele “io, al posto di criticare, agirei, compiendo gesti di carità verso il prossimo”.

CRONACA