Nuovo affondo sulle casse in rosso, il sindaco si difende: scontro virtuale in consiglio comunale a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Nuovo affondo sulle casse in rosso, il sindaco si difende: scontro virtuale in consiglio comunale a San Giuseppe Vesuviano

I toni pacati utilizzati per «affrontare» le iniziative da intraprendere per contenere la diffusione del contagio Covid in città hanno ben presto lasciato spazio agli strali lanciati sulle condizioni di cassa del Comune. Al fioretto per discutere dell’emergenza sanitaria, i consiglieri hanno preferito tirar fuori le sciabole quando s’è trattato di discutere dei conti dell’Ente. E ancora una volta è finito al centro delle critiche – sollevate da Antonio Agostino Ambrosio e Antonio Borriello della minoranza – è finito il sindaco Vincenzo Catapano, oggi determinato a «rispondere» alle accuse arrivate «dall’altro lato dello smartphone». Il primo consiglio comunale in streaming di San Giuseppe Vesuviano non passerà alla storia per i provvedimenti adottati dalla maggioranza – una variazione di bilancio per il rifacimento delle aule scolastiche da adeguare alle direttive anti-Covid – ma un «inedito» tentativo di collaborazione tra le forze politiche sui programmi futuri da intraprendere per il tracciamento del contagio in città. Dalla richiesta dei tamponi Drive-in da fare nell’area mercato promossa dagli esponenti di Progetto Vesuviano, alla richiesta di convocare un’unità di crisi comunale che coinvolga anche i medici del territorio presentata da Borriello (che aveva proposto anche di trovare dei fondi per i commercianti in crisi), in parte sposata da Catapano. Nel mezzo gli scontri, soltanto sfiorati in realtà, sulla possibilità di donare gettoni e indennità per finanziare i tamponi ai meno abbienti e di incrementare i controlli in una città dove gli assembramenti – soprattutto in piazza – resistono nonostante le restrizioni, richieste presentate a più riprese dai leader della minoranza con il supporto dei due «dottori della politica», Michele Sepe e Ivan Casillo, che hanno spiegato quanto «il contagio sia molto più diffuso delle comunicazioni Asl». «Bisogna intervenire sulla prevenzione», hanno detto. Su questi temi il sindaco ha mostrato «perplessità». «Non ci sono vigili per ogni cittadino», ha detto il leader leghista. «E sui soldi per i tamponi, non va strumentalizzata l’emergenza. Piuttosto scriverò all’Asl per accelerare le risposte perché numerose famiglie restano in attesa per giorni». Ma dal Covid ai conti del Comune, i toni si sono accesi. Votata una variazione per i lavori di adeguamento alle aule, riferimento di una delibera di giunta di settembre scorso. Ambrosio e Borriello, fortemente critici, hanno ricordato come il Comune «sia in forte ritardo con l’approvazione del bilancio di previsione». «Siamo sull’orlo del dissesto», la bordata dall’ex sindaco. «Di questo disastro dei conti e della mancata programmazione di quello che faremo in futuro, Catapano ne è responsabile. Ci troveremo tra qualche settimana ad approvare un documento finanziario che programma solo i mesi di novembre e dicembre. Ciò non è possibile»,  ha rincarato la dose l’unico esponente del centrosinistra in consiglio comunale. Accuse che hanno colpito nell’orgoglio Catapano che, approfittando dello streaming, ha risposto duramente. «Paghiamo 200mila euro ogni anno per debiti che vengono da lontano», riferendosi alle gestioni Casillo e Ambrosio (entrambi oggi in minoranza). «Poi abbiamo fatto tanto per scuole e strade, i lavori allo stadio sono partiti. E quelli al palazzetto vanno verso la conclusione. E sulla deficitarietà dei conti che molti contestano, un ripianamento dei conti arriverà presto. L’unico nostro problema è che la gente non paga le tasse».

CRONACA