Il sindaco di Pompei scippa la casa al clan dei Cesarano

Salvatore Piro,  

Il sindaco di Pompei scippa la casa al clan dei Cesarano

Beni confiscati e lotta al clan Cesarano, il Comune di Pompei “entra” nell’ex covo di camorra: ok al recupero di villa Cascone. La prima delibera di giunta dell’era Lo Sapio, il sindaco eletto al fotofinish dopo le ultime Amministrative, punta dritto alla riqualificazione di un vecchio bene appartenuto al clan, che per anni ha imposto l’usura e il racket al mercato dei fiori. Non si tratta, però, di un immobile qualsiasi, ma dell’ex regno di Alfonso Cascone, alias pezza nculo, il feroce latitante acciuffato dai carabinieri nel 2002 dopo aver partecipato alla tremenda strage di Sant’Alessandro. Alfonso Cascone, elemento di spicco dei Cesarano, morto nel 2010 e già appartenente alla cosca del padrino Carmine Alfieri, ebbe un ruolo fondamentale nella strage camorristica avvenuta nel 1984 a Torre Annunziata. Dove un commando composto da 14 persone, una volta giunto in città a bordo di un pullman e di due auto, aprì il fuoco davanti al bar Circolo del Pescatore. Fu una vera mattanza. Il commando uccise 7 persone appartenenti ai Gionta. La strage di camorra rappresentava un cruento regolamento dei conti tra il cartello criminale, costituito dal gruppo Alfieri-Fabbrocino-Bardellino, e il clan Gionta di Torre Annunziata. I 7 morti della mattanza di Sant’Alessandro furono preceduti da un’impressionante serie di omicidi. Alfonso Cascone, dopo la sanguinosa strage, si diede alla macchia, finendo poi in manette a Catania, il 21 marzo del 2002, acciuffato dai carabinieri del reparto di Castello di Cisterna. Prima della latitanza, Alfonso Cascone aveva costruito il suo “regno” in via Traversa Pontenuovo a Pompei. Un intero immobile: due piani, 4 appartamenti dai 3 ai 6 vani più accessori. E un terreno da 94 mq a fare da contorno. Beni, tutti, prima confiscati e poi assegnati, nel 2008, dallo Stato al Comune di Pompei per farne un simbolo di legalità e di lotta alla camorra. Due dei 4 appartamenti ricompresi nell’ex covo di camorra, oggi, sono occupati da associazioni ed enti no-profit. Gli altri 2 sono invece in completo stato di degrado e abbandono: c’è in pratica bisogno di un costoso intervento di recupero prima di poter essere messi a bando. Da qui, dunque, l’ok dato dalla giunta comunale a un progetto tecnico di riqualificazione da 100mila euro. “Al momento, si tratta solo di un primo passo, ma era necessario per intraprendere il lungo iter burocratico che porterà al definitivo recupero del bene” spiega il neo-assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pompei, Vincenzo Mazzetti. Da precisare, infatti, è che il progetto esecutivo da 100mila euro è stato approvato in giunta “ai soli fini della presentazione dell’istanza per l’inserimento del progetto nel Piano Strategico 2020 per i Beni Confiscati della Regione Campania”. Il restyling di villa Cascone sarà quindi realizzato solo se a Pompei arriveranno i necessari fondi. Nel frattempo, l’assessore comunale alle Politiche Sociali, Vincenzo Mazzetti, lancia un’idea per il recupero del bene: “Immagino un dormitorio per i clochard e per i senzatetto, oppure un secondo micronido comunale qualora il recente esperimento, fatto in via Scacciapensieri, risultasse positivo oltre che gradito ai cittadini”.

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