Giallo tariffe a Sorrento, indagine sul cimitero: esposto alla Corte dei Conti

Salvatore Dare,  

Giallo tariffe a Sorrento, indagine sul cimitero: esposto alla Corte dei Conti

Per anni, il Comune di Sorrento non ha chiesto il pagamento per l’esumazione dei defunti. Prima che esplodesse la pandemia, il servizio era gratuito. Ma dopo l’estate, prima che si insediasse la nuova amministrazione, l’ente ha deciso di applicare una tassa. E tutto ciò in assenza di una delibera di giunta ma su input di un dirigente comunale. Sono queste le ricostruzioni del coordinatore del movimento civico “Conta anche tu” Francesco Gargiulo, già candidato sindaco alle amministrative, che ha deciso di presentare un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti e alla guardia di finanza. C’è il sospetto che possa essere stato arrecato un cospicuo danno erariale alle casse del Comune. Sia chiaro: Gargiulo ha interessato della vicenda la nuova amministrazione. Nei giorni scorsi, l’ingegnere Elia Puglia, dirigente del terzo dipartimento del Comune, ha presentato una risposta al sollecito di Gargiulo. Si tratta di un documento di 16 pagine, in cui il funzionario richiama delle sentenze della Corte dei Conti.

L’ingegnere precisa che i magistrati contabili della sezione Lombardia hanno chiarito che il pagamento dell’esumazione non è necessario solo nel caso di persona indigente o appartenente a famiglia bisognosa «o per la quale vi sia disinteresse dei familiari». A Sorrento, argomenta Puglia, il regolamento di polizia mortuaria approvato in consiglio comunale nel 2004, precisa che «il servizio di inumazione non è più gratuito». La definizione degli importi era rimandato a una successiva determinazione dell’amministrazione. Cosa che non c’è stata. «I servizi cimiteriali non rientrano fra le categorie dei servizi pubblici a domanda individuale per i quali la normativa impone la definizione di un sistema di predeterminazione della misura percentuale della quota dei costi complessivi che viene finanziata da tariffe o contribuzioni ed entrate specificamente destinate. I servizi cimiteriali – scrive Puglia – rientrano tra i servizi pubblici per i quali sono definite dall’ente adeguate tariffe a copertura integrale dei costi, tali da assicurare l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento e della connessa gestione garantendo in particolare modo tra costi e ricavi». Il dirigente precisa che il «contestato provvedimento», cioè quello del pagamento del servizio, riguarda «pagamenti calcolati in modo provvisorio» nei confronti degli utenti «a rimborso dei costi a carico del Comune», «nelle more della definizione della relativa tariffa da parte della giunta che allo stato non ha né approvato né respinto la proposta dello scrivente che risulta in attesa di definizione». Puglia ha chiesto di approvare una tariffa il 4 agosto scorso, all’epoca della giunta guidata da Giuseppe Cuomo. Gargiulo è convinto della necessità di aprire un’inchiesta. «C’è il rischio di un danno erariale perpetrato per 16 anni, dal 2004. Ora alcuni cittadini pagano a dispetto di chi in precedenza ha ottenuto gratuitamente il servizio. Capisco le motivazioni di Puglia ma un dirigente non può stabilire una tariffa senza che passi dalla giunta o dal consiglio comunale. E bisogna tenere conto del fatto il Comune è già dotato di un seppellitore pagato dai contribuenti».

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