Anziane contagiate nella casa di cura di Torre Annunziata: lasciate sole e il sindaco scarica il caso sull’Asl

Giovanna Salvati,  

Anziane contagiate nella casa di cura di Torre Annunziata: lasciate sole e il sindaco scarica il caso sull’Asl

Lasciate sole. Con una sola operatrice ora che dovrà occuparsi di loro senza avere nemmeno a disposizione i dispositivi di sicurezza. Sono le dieci anziane ospiti della casa di cura di corso Umberto I a Torre Annunziata che sono risultate positive dopo l’intervento dei carabinieri che hanno predisposto immediatamente i tamponi dopo una segnalazione. Viceversa il centro sarebbe ancora oggi frequentato senza alcun controllo. Una storia assurda sulla quale il sindaco Vincenzo Ascione ieri pomeriggio se n’è lavato le mani firmando una ordinanza con la quale ordina all’Asl di inviare personale adeguato ed occuparsi della anziane. Ha scaricato la patata bollente dimenticando che quella casa di cura è sul suo territorio e non ha mai predisposto nessun controllo in questi anni nonostante ne fosse a conoscenza anche lui dell’esistenza. Mai nessun vigile ha varcato la soglia di quella palazzina? Perché? Ma invece di indagare in prima persona e preoccuparsi di quello che si sta consumando al secondo piano del condominio al civico 112 ha nuovamente infilato la testa sotto la sabbia. Eppure il sindaco è il primo responsabile della salute pubblica sul territorio. Intanto nel centro le anziane sono rimaste sole. Nessun contatto con l’esterno: i familiari sono preoccupati ma per le anziane il tempo si è fermato al giorno in cui sono state lasciate lì. Sono tutte di Torre Annunziata e la più anziana è nonna Anna. Ha 97 anni: ha i suoi acciacchi ma la sua memoria è impeccabile.  Davanti ai suoi occhi sono passati i conflitti di guerra e la fame, ma lei ha sempre provato a tirare avanti. Nella casa di cura è conosciuta perché figlia di uno degli operai dei vecchi pastifici. E’ davanti alla statuetta della Madonnina nella sala da pranzo e a farle compagnia ci sono Michela di 91 anni e Filomena 77 anni. Storie e volti diversi: tra le mani il Rosario. L’unica cosa che è rimasta da fare è affidarsi alle preghiere. Provano a non avere paura ma ne hanno tanta. Maria Neve 88 anni è invece una delle più attive: le piace giocare a carte e prova ad organizzare qualche giro di burraco con Maria Rosaria e Marisa e Rosa, sue coetanee. Il loro mondo è tutto in quei 110 metri quadrati di casa. Provano a trascorrere il tempo condividendo i loro ricordi, in parte ormai sbiaditi dal tempo e dalla memoria. Ora si trovano a dover condividere anche l’incubo Covid. Ieri sera hanno visto la loro amica infilata in una delle ambulanze blindate e scomparire verso il vicino ospedale di Castellammare. Non è stata contagiata ma ha avvertito un malore e i medici hanno consigliato il trasporto urgente in ospedale: alle due di notte nel cuore della notte con gli occhi che le lacrimavano. La paura e la solitudine. Di lei ancora nessuna notizia. Come non si ha notizie di altre due anziane che si trovavano in struttura ma che prima dell’arrivo delle forze dell’ordine sono state forse spostate dai familiari senza alcuna precauzione. E infine, ultima doccia gelata arrivata ieri: i familiari delle anziane non vengono informati delle condizioni delle loro madri e nonne ma si sono visti recapitare nella casella postale un avviso di pagamento della retta di novembre.

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