Il sindaco della città-focolaio attacca Conte: «Il Governo non ci aiuta»

Il sindaco di Scafati:

Il sindaco della città-focolaio attacca Conte: «Il Governo non ci aiuta»
Il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati

Scafati. Una città che ha superato la soglia dei 300 contagi, un Covid Hospital che non riesce a smaltire la presenza di ambulanze con reparti al collasso. Il sindaco di Scafati, Cristoforo Salvati, è un medico. E vive questa emergenza con una doppia responsabilità.

Sindaco non sono giorno felici.

«La mia preoccupazione è in qualità di medico e di sindaco, visto che abbiamo un aumento dei contagi che desta preoccupazione: dal primo ottobre ad oggi 301 positivi».

Da medico come giudica questa emergenza?

«In questa seconda fase assistiamo a un virus non eccessivamente invasivo per la presenza di molti asintomatici, fortunatamente. Ma quando colpisce pazienti anziani può determinare anche i decessi».

Nella sua città i numeri fanno paura.

«Quattro persone decedute nella seconda ondata, un dramma per le famiglie che l’hanno vissuto».

Ma non c’è solo questo.

«No, affatto: vi è una drammatica emergenza sociale, anche perché noi avevamo immaginato che regione e governo avessero aumentato i trasferimenti. Invece non è andata così».

Si è bloccato anche tutto il sistema scuola.

«Noi abbiamo lavorato per riaprire le scuole in sicurezza. Poi il sistema dei trasporti ha determinato la scelta regionale di bloccare la diffusione del virus. Anche se, devo essere sincero, a Scafati solo il 5% dei contagi si può riferire alla scuola»

Intanto però il Covid Hospital è pieno e la paura si impadronisce dei pazienti.

«Dobbiamo dire la verità: il sistema sanitario è collassato, non ci sono posti disponibili, un paziente resta sull’ambulanza che diventa un presidio medico, quasi un’astanteria. Questo accade perché se il sistema del territorio è saltato, le Asl e i dipartimenti di prevenzione non riescono a svolgere il loro lavoro».

Voi come sindaci cosa potete fare?

«Come primi cittadini stiamo mettendo in un protocollo operativo che metta insieme Comuni, Asl, piano di zona e dipartimenti per poter dare assistenza anche psicologica ad un paziente asintomatico. Perché anche se stai bene 14 giorni a casa possono provare chiunque».

Intanto però nel mirino ci finite voi sindaci.

«Certo, perché veniamo attaccati dai cittadini che non conoscono le regole del processo. L’attore principale è il dipartimento. Col protocollo che abbiamo firmato, però, almeno siamo attori in processi decisionali dove non incidiamo. Io sono sindaco e medico e non le nego che a volte devo ascoltare anche lo sfogo di pazienti che non sanno cosa fare».

Ma la Regione dice che va tutto bene. I numeri sono veri o falsi?

«Le faccio un esempio. Se il Governatore dice che nella giornata di venerdì Scafati ha 21 nuovi positivi io vado a controllare. E ogni sera vedo nomi  e situazioni. Così mi accorgo ad esempio che di quei 21, cinque sono tamponi di controllo non nuovi positivi. Proietti questo dato per 30 giorni, allora forse sui numeri qualche errore si sta commettendo».

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