Covid, sos del sindaco di Meta: «Servono più restrizioni. Lo Stato abbia coraggio»

Salvatore Dare,  

Covid, sos del sindaco di Meta: «Servono più restrizioni. Lo Stato abbia coraggio»

Meta. Una settimana fa denunciò che dall’Asl Napoli 3 Sud non arrivavano più i dati di contagi e guarigioni. Ora, però, la situazione appare migliorata. «Stiamo riuscendo ad avere i report dalla piattaforma regionale» sospira Giuseppe Tito, sindaco Pd di Meta e consigliere della città metropolitana. «Resta però molto difficile avere un quadro in tempo reale sul territorio comunale. Abbiamo difficoltà a recuperare i responsi dei tamponi fatti nei laboratori privati» aggiunge il primo cittadino.

La situazione a Meta è rossa, arancione o gialla?

«Al momento siamo a 54 casi di Covid 19, di cui 25 nella Rsa Villa Simpliciano. Ma a breve almeno otto pazienti potrebbero essere dichiarati guariti. L’andamento dei contagi desta comunque preoccupazione».

Per l’assistenza sanitaria in penisola sorrentina, quanto pesa la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Vico Equense?

«Tutta la rete regionale è in affanno. Senza il pronto soccorso di Vico Equense, i pazienti sono diretti all’ospedale di Sorrento che è sotto pressione anche perché ai degenti non contagiati bisogna aggiungere pure i Covid che vanno trasferiti. Al momento non c’è criticità come all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Però non si può stare di certo sereni».

Ritiene sia opportuno inasprire le restrizioni in Campania?

«Non decidere è gravissimo. Ascolto gli sos di medici e infermieri che chiedono ulteriori chiusure, vedo immagini di ospedali al collasso e penso che la cosa più giusta sia innanzitutto intervenire sulle metropoli. A Napoli servono più restrizioni, senza dimenticare alcune realtà della Provincia da tutelare come ad esempio è Castellammare di Stabia».

Eppure i sindaci possono muoversi. Le spiagge di Meta, nei fine settimana, sono state piene. E lei le ha chiuse.

«Nei weekend veniamo presi d’assalto da centinaia di visitatori. Ciò crea problemi nella gestione anti assembramento. Ho avuto anche indicazioni dalla Regione. Bloccando l’afflusso verso il mare, diminuisco l’accesso di persone sul territorio e cala il rischio di contagio».

Emergenza economica, che azioni chiede a governo e Regione?

«Coraggio e volontà. A Meta abbiamo impegnato risorse importanti. Ai 55mila euro giunti dal governo per i buoni spesa, abbiamo già aggiunto 40mila euro. Poi sono stati sbloccati 95mila euro per i progetti di pubblica utilità per le persone che hanno perso il lavoro. In più, prima di Natale, metteremo a bando altri 82mila euro per finanziare bonus alimentari. Ricordo pure che nel lockdown abbiamo erogato alle attività commerciali chiuse un benefit di 500 euro riducendo del 50 per cento la parte variabile della tassa rifiuti. Non dimentico gli sgravi Tari alle famiglie indigenti e i tagli Imu. In tutto, tra aiuti e bonus, il Comune si è esposto per circa 400mila euro. A ciò aggiungiamo la spesa solidale di ogni lunedì».

Lei ha detto che a pandemia finita e Covid 19 battuto si farà da parte. Ha cambiato idea?

«No. Prima porto la nave al sicuro, poi mi dedicherò alla famiglia».

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