Castellammare. Il politico-infermiere nel reparto Covid: «Situazione drammatica, il governo è in ritardo per il lockdown»

Tiziano Valle,  

Castellammare. Il politico-infermiere nel reparto Covid: «Situazione drammatica, il governo è in ritardo per il lockdown»

Iovino, come sta?

«Sono stanco, ma non mollo». Iovino è Francesco, infermiere del pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo da mesi impegnato nel reparto Covid e consigliere comunale del Partito Democratico a Castellammare di Stabia.

«Forse pochi hanno compreso lo sforzo che stanno compiendo gli operatori sanitari in questi mesi e i ritardi che il Governo sta accumulando per arrivare a una decisione inevitabile», dice l’infermiere.

Iovino, si riferisce al lockdown?

«Sì. In questo momento bisogna mettere da parte i colori politici e trovare le risorse adeguate per aiutare chi subirà le chiusure».

Possibile non ci siano alternative?

«Mi creda, non ce ne sono, l’unica possibilità è bloccare la trasmissione del contagio. Solo chi vive da vicino può capire cosa sta accadendo negli ospedali».Allora ci aiuti lei a capire.«Faccio una premessa».

Prego.

«La direzione dell’Asl e tutto il personale stanno spendendo fino all’ultima goccia di energia per combattere questo mostro, con orgoglio, passione, professionalità e senso del dovere. Continueremo a farlo. Ma siamo stanchi».

E’ diventato difficile garantire l’assistenza?

«Stiamo parlando di una malattia terribile e nelle ultime settimane è cambiato il trend. Se all’inizio arrivavano gli asintomatici, oggi arrivano pazienti molto più gravi. Allo stesso tempo il personale si sta riducendo».

A causa dei contagi?

«Tanti operatori sanitari sono risultati positivi, molti sono in isolamento e contestualmente s’avverte la necessità di aumentare i posti letto».

Lei fa anche politica da anni, avrà qualche proposta.

«L’azienda sanitaria deve spingere il governatore De Luca a stipulare contratti immediati a 36 mesi per assumere nuovo personale sanitario, senza ricorrere alle solite lungaggini burocratiche concorsuali, altrimenti non ne usciamo più».

Da giorni si parla di carenza di infermieri, operatori socio sanitari, ci può chiarire quali sono i numeri?

«Guardi, considerando l’ampliamento delle postazioni Covidsolo per l’istituzione del pronto soccorso pulito servono 20 infermieri e 10 operatori socio sanitari per garantire le turnazioni. Poi bisogna verificare con la possibile ala nuova dell’ospedale destinata a postazioni Covid, quanti infermieri ed operatori socio sanitari serviranno».

E’ la carenza di personale che determina l’attesa delle ambulanze all’esterno del pronto soccorso?

«Purtroppo l’attesa è inevitabile per la carenza di posti letto. In questi giorni sono state sbloccate le convenzioni con le cliniche private e si è velocizzato un po’ il processo, ma il numero di contagi è ancora troppo elevato e l’emergenza non è affatto superata».

Purtroppo aumenta anche il numero dei decessi.

«Sì, purtroppo»

Le è capitato di assistere un paziente che non ce l’ha fatta.

«Molte volte e quelle scene mi sono rimaste impresse. E’ straziante vedere tante persone soffrire che chiedono aiuto».

​Ha pianto qualche volta?

«Certo, non lo nego. Ma preferisco ricordare le lacrime di gioia».

Di gioia?

«E’ accaduto che un operatore sanitario che avevamo intubato e poi trasferito al Covid Hospital di Boscotrecase, mi ha chiamato appena si è risvegliato. E’ stato un momento emozionante».

La Campania diventa zona rossa, è una decisione tardiva?

«Sono molto critico nei confronti del mio partito, a livello nazionale. Ci siamo fatti trovare impreparati pur sapendo che ci sarebbe stata una seconda ondata. Adesso bisogna sapere che non basterà un lockdown di 15 giorni, questa storia purtroppo andrà per le lunghe».

Da consigliere comunale ne ha parlato anche con il sindaco?

«Sì. Nell’ultima conferenza dei capigruppo ho proposto di stanziare quante più risorse possibili per le politiche sociali e garantire gli aiuti necessari alle famiglie stabiesi».

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