Calvario ospedali, a Castellammare i malati-Covid soccorsi nel parcheggio del San Leonardo

Tiziano Valle - Adriano Falanga,  

Calvario ospedali, a Castellammare i malati-Covid soccorsi nel parcheggio del San Leonardo
Il parcheggio dell'ospedale San Leonardo

E’ durata pochi giorni la tregua delle ambulanze in fila nel piazzale del pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Il tempo di occupare i 50 posti letto messi a disposizione dalle cliniche private, in base alle convenzioni sottoscritte con l’Asl Napoli 3 Sud, che l’ex parcheggio dei dipendenti s’è trasformato nuovamente in un ospedale all’aperto dove le ambulanze diventano le stanze che ospitano i pazienti; le barelle il letto dove vengono assistiti; le bombole di ossigeno da 50 litri l’unica terapia possibile per tentare di salvargli la vita. La situazione del pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo è peggiorata nelle ultime ore. I pazienti che prima venivano sistemati sulle barelle all’interno del reparto adesso restano sulle ambulanze e a preoccupare medici e infermieri è soprattutto il fatto che si tratti nella stragrande maggioranza dei casi, di persone in gravi condizioni. Nella giornata di ieri sono rimasti bloccati nel piazzale del pronto soccorso fino a sette mezzi del 118. Tutti avevano a bordo pazienti con gravi difficoltà respiratorie e per cercare di garantire un minimo di assistenza sono state sistemate bombole di ossigeno all’esterno delle ambulanze, facendo passare i deflussori dai finestrini lasciati aperti.

Polizia a Sorrento

La carenza di posti letto comincia a creare problemi anche all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento, dove ieri sono dovuti intervenire gli agenti del commissariato a seguito di una segnalazione della stessa centrale operativa del 118. Una donna di 73 anni di Piano di Sorrento non ha potuto avere accesso al pronto soccorso nonostante una saturazione a 80. Momenti di tensione si sono registrati tra gli operatori della centrale operativa del 118 – che poi hanno chiesto l’intervento della polizia – e i medici della struttura che hanno impedito l’accesso in pronto soccorso, perché tutti i posti letto erano ormai occupati. L’ambulanza ha potuto sbarellare solo dopo 5 ore e aver assistito a bordo del mezzo l’anziana in gravi condizioni di salute.

Il Covid Hospital

Che stiano arrivando sempre più pazienti in condizioni critiche lo conferma anche la situazione del Covid Hospital di Boscotrecase dove sono ricoverate 8 persone in terapia intensiva e 20 in sub-intensiva, su un totale di 83 degenti. Il direttore sanitario Savio Marziani è al lavoro per ampliare i posti letto: sono previste altre 8 postazioni in sub-intensiva, di cui 6 ricavate nella ex Unità di Terapia Intensiva Coronarica.

Caos a Scafati

Due medici, decine di tamponi da effettuare, un tavolino da bar in plastica e qualche sedia. Rigorosamente all’aperto e senza nessuna copertura. Ieri mattina sono stati colti dalla pioggia i medici dell’Usca di Angri, distaccamento di Scafati. A due settimane dall’inaugurazione, la struttura che fornisce assistenza ai pazienti scafatesi è ancora in condizioni precarie. Ospitata presso il Polverificio Borbonico messo a disposizione dal Comune di Scafati, funziona dietro appuntamento (e non a Drive in) nei soli giorni di lunedi, mercoledi e venerdi. «Due medici, da soli senza altro supporto, sono stati all’opera per meno di tre ore. Con tanta gente che attende i tamponi o addirittura è ammalata a casa, ciò non va bene – così il consigliere di opposizione Michele Russo – Evidente che occorre potenziare il servizio USCA a Scafati, o meglio forse, istituire davvero un’USCA autonoma. La sensazione è che quella del Polverificio sia solo una sede distaccata di Angri, ed aperta all’occorrenza. Sia chiaro, quando interveniamo su questi temi non lo facciamo per un tornaconto politico ma perché la gente ha bisogno di risposte e noi prestiamo la nostra voce a chi ce lo chiede». A richiedere il potenziamento della struttura, che dovrebbe essere autonoma per una città come Scafati, anche il Presidente del Consiglio Comunale Mario Santocchio. Da domani mattina invece promette un gazebo a copertura, l’assessore alla Sanità Alessandro Arpaia.

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