Castellammare, il medico devoto a Moscati guida il reparto Covid: «In trincea con l’esempio del santo in camice bianco»

Elena Pontoriero,  

Castellammare, il medico devoto a Moscati guida il reparto Covid: «In trincea con l’esempio del santo in camice bianco»

Dall’inizio della pandemia sono in prima linea, nelle corsie della disperazione, armati soltanto di dispositivi di protezione personale. Ma la forza di andare avanti, di sacrificarsi per salvare vite, non viene meno. «Il virus ha cambiato anche il modo di stare in corsia, ha trasformato reparti degli ospedali, ha rafforzato la consapevolezza di chi ha scelto questa professione per salvare vite umane. I medici e gli infermieri non arretreranno neanche di un passo, restiamo in trincea così come avrebbe fatto il santo Giuseppe Moscati».

Ne è convinto Carmine Coppola, infettivologo e primario del reparto di Epatologia dell’ospedale di Gragnano, chiamato per la seconda volta a gestire un reparto Covid. L’esperto di malattie infettive è da appena 48 ore a capo del reparto Medicina Covid, organizzato al terzo piano dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia con l’idea di decongestionare il pronto soccorso e limitare l’attesa delle ambulanze in fila nel parcheggio del nosocomio stabiese. Dodici posti letto, tutti occupati, per i pazienti con media-bassa intensità di cura e che, quindi, non necessitano della terapia intensiva ma che vanno comunque tenuti sotto controllo. «Nonostante la disperazione e la solitudine che si vivono varcando i reparti Covid, si cerca di sostenere ogni singolo paziente anche con piccoli gesti che potrebbero sembrare banali, ma in questo momento di guerra, assicuro che non lo sono – racconta Coppola – Tra le maggiori richieste c’è anche quella del “goccino di caffè” e noi ci adoperiamo per farlo arrivare anche al terzo piano dell’ospedale San Leonardo. Restiamo gli unici riferimenti per tutti i ricoverati e da noi si aspettano anche una carezza o una parola di conforto che noi non facciamo mancare. Un bisogno che non hanno soltanto i pazienti anziani ma anche i più giovani, attualmente l’età media dei contagiati ricoverati nel nuovo reparto Medicina Covid è pari a 60 anni». Un numero di casi positivi incontrollato, che ha messo e continua a mettere a dura prova l’intero sistema sanitario della Campania, collassato da metà ottobre, quando l’impennata della curva dei contagi da Covid è schizzata in alto senza mai frenare. «I farmaci ci sono, anche l’ossigeno, quello che manca è il personale ma in qualche modo ci siamo organizzati – dice fiducioso l’infettivologo – Anche se nel nostro reparto restano ricoverati pazienti meno gravi, gli stessi vanno comunque assistiti, ad esempio, durante i pasti, soprattutto se hanno bisogno dell’ossigeno per una tempistica più lunga. C’è anche chi ha bisogno di fare la dialisi, infatti ci stiamo attrezzando con dei macchinari portatili, così da lasciare ben divisi i percorsi cosiddetti “sporchi” da quelli “puliti” per una maggiore sicurezza degli ammalati che sono in degenza nello stesso ospedale ma che non hanno contratto il Covid». Posti che restano ancora insufficienti per poter accogliere la vasta utenza non soltanto di Castellammare di Stabia, ma che comprende anche quella proveniente dai Comuni dei Lattari e dalla penisola sorrentina.

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