Gaetano, il marittimo di Torre del Greco dal cuore d’oro: aiuta il «nonnino» a battere il virus

Vincenzo Lamberti,  

Gaetano, il marittimo di Torre del Greco dal cuore d’oro: aiuta il «nonnino» a battere il virus
Il marittimo di Torre del Greco e il «nonnino» di Napoli

Torre del Greco. Ha lottato contro il Covid nella terapia intensiva a Castellammare. Poi, quando le sue condizioni sono migliorate, è stato trasferito nella clinica Maria Rosaria di Pompei. Lì Gaetano Di Donna, 50 anni, marittimo di Torre del Greco ha trovato in stanza nonno Vincenzo, un 85enne di Porta Capuana a Napoli. E l’ha adottato, con amore e dedizione, aiutandolo a superare questo difficile momento. «Devo ringraziare il personale della clinica che è splendido, io ho solo aiutato una persona anziana dal punto di vista umano. Era solo, nel letto, abbattuto moralmente. L’ho ascoltato e ho cercato di farlo sentire ancora utile». Gaetano è uno che ha sempre vissuto di mare. Imbarchi, navi, giorni trascorsi fuori casa. «Le difficoltà non mi hanno mai spaventato – dichiara – ma ho avuto paura a causa del Covid. Otto giorni di febbre, ossigeno e l’incubo di non farcela».

Poi, grazie anche alle cure, la situazione è migliorata e dall’ospedale San Leonardo il marittimo è passato a una struttura privata dove continua la sua degenza fino al tampone negativo. In questi giorni ha raccontato sul suo profilo social la storia di nonno Vincenzo. E grazie ai social anche i familiari di Vincenzo hanno potuto vedere come stava. «E’ anziano, ha i suoi acciacchi – spiega Gaetano – mi ha fatto subito tenerezza. Non ho più mio padre e vedere questo vecchietto nel letto solo e spaventato mi ha fatto scattare il desiderio di mettermi a sua disposizione».

Così ha iniziato a parlare ad accudirlo. «A volte mi svegliava di notte perché voleva parlarmi. Allora mi alzavo dal letto e mi mettevo ad ascoltarlo». Gaetano ha condiviso con lui qualche succo di frutta, l’ha aiutato ad andare in bagno. «Ma solo perché lui voleva una mano da me. In clinica siamo assistiti alla grande, c’è un personale preparato e attento. Ma capivo che lui volesse parlare e essere utile», spiega Gaetano.

Ormai è quasi un nipote acquisito di nonno Vincenzo. Che da quanto Gaetano è arrivato in clinica ha iniziato a sorridere, a parlare e a muoversi per la stanza. «Prima stava solo a letto» ricorda con un pizzico di commozione. Anche per il marittimo il Covid non è stata affatto una passeggiata. «Ho ancora lesioni ai polmoni ma se penso che sono arrivato in ospedale con 70 di saturazione e temendo di morire, oggi sorrido e sono felice».

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