L’ex sindaco di Pompei imputato nell’inchiesta Terra Santa è positivo al Covid: salta il processo

Salvatore Piro,  

L’ex sindaco di Pompei imputato nell’inchiesta Terra Santa è positivo al Covid: salta il processo

L’ex sindaco, imputato, ha il Covid: nuovo rinvio per il processo “Terra Santa”. Claudio D’Alessio –  l’ex primo cittadino di Pompei rimasto in carica dal 2004 fino al 2014 e tuttora implicato nel vecchio scandalo Terra Santa sulle presunte esumazioni illegali al cimitero – ha contratto il coronavirus: è un impedimento per motivi di salute, che ha costretto infine i giudici del Tribunale di Torre Annunziata a rinviare per l’ennesima volta il processo. Imputate, oltre all’ex sindaco, altre 28 persone. Gravi le accuse mosse a vario titolo dai magistrati. A partire dall’agosto 2011, secondo il pm della Procura oplontina Rosa Annunziata, al cimitero di Pompei si sarebbero effettuate diverse operazioni di esumazione senza attendere il decorso dei 10 anni previsti dalle leggi nazionali di polizia mortuaria. Due addetti alla struttura, l’ex dipendente comunale Pasquale Cesarano e l’ex direttore del cimitero, Carmine Casciano, insieme all’interratore Antonio Somma, avrebbero inoltre dato vita a un’associazione a delinquere finalizzata alla concussione per induzione, corruzione, falso e vilipendio di cadavere, con vendita di loculi a privati per somme tra i 2mila e i 3mila euro. L’ex sindaco D’Alessio, che finora ha assistito a tutte le udienze, è invece accusato di due episodi di indebita induzione a dare o promettere utilità. Nel 2017 furono rinviati a giudizio pure l’ex direttore del cimitero Carmine Casciano; il dipendente Pasquale Cesarano; Francesco Mirante, titolare all’epoca della ditta Mir.Car, alla quale era stata esternalizzata la gestione del cimitero di via Nolana; Andrea Nunziata, ex dirigente del Comune di Pompei; Francesco Pappalardo e Carlo Sorrentino, ispettori sanitari; Visidore Salsano, ex dipendente comunale; Antonio Somma e i cittadini beneficiari dei presunti favori.

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