Bomba nel distributore Gpl a Torre Annunziata: tragedia sfiorata

Giovanna Salvati,  

Bomba nel distributore Gpl a Torre Annunziata: tragedia sfiorata

La bomba esplode tra le colonnine del carburante all’interno del distributore di Gpl in via Ercole Ercoli. Il boato scuote il rione del sindaco, che abita a pochi metri, la gente si riversa in strada, resta per ore in auto con la paura di rientrare in casa. Il fuoco divora anche la pensilina della struttura e rischia di far  esplodere anche i depositi di gas interrati. L’ennesima notte di terrore a Rovigliano, periferia sud di Torre Annunziata al confine con Pompei e Castellammare, inizia poco prima della mezzanotte. E per ore le forze dell’ordine sono impegnate nel tentativo di mettere in sicurezza l’area. «Poteva essere una strage», dicono i vigili del fuoco quando finalmente domano l’incendio. «Adesso bisogna capire il movente di un’azione criminale che solo per fortuna non ha fatto contare i morti», aggiungono gli investigatori. In realtà, un primo sospettato c’è già, ed è un ombra più o meno definita che appare nei filmati del sistema di videosorveglianza. Potrebbe trattarsi di una vendetta legata al lavoro, quindi il gesto folle di un uomo solitario, ma nonostante i primi indizi si muovano in questa direzione gli investigatori non tralasciano alcuna pista. Compresa quella della camorra che potrebbe anche non c’entrare direttamente con l’azione distruttrice, ma che potrebbe anche aver fornito l’ordigno fatto esplodere a ridosso delle abitazioni di via Ercoli.Per ora la dinamica dell’esplosione è stata ricostruita dai poliziotti del commissariato di Torre Annunziata, coordinati dal dirigente Claudio De Salvo, che hanno acquisito subito le immagini della videosorveglianza. I frame decisivi sono quelli a ridosso delle 23,30 di martedì. E’ a quell’ora che si intravede un uomo saltare la recinzione dell’impianto di distribuzione dalla parte retrostante al cancello di ingresso delle auto. L’uomo che compare nel video indossa una tuta scura e ha il volto coperto da un cappuccio con una mascherina anticovid alzata sul volto. E’ snello e alto, particolarmente agile nel superare le barriere di ferro, indossa occhiali da vista e sono particolari definiti «determinanti» dalle forze dell’ordine. Stringe qualcosa tra le mani, ed è evidentemente l’ordigno che pochi minuti dopo esploderà tra le colonnine del carburante fronte strada. Ha una forma cilindrica, l’uomo lo posiziona a ridosso delle pompe di rifornimento, tira fuori dalla tasca un accendino, si vede la scintilla, la fuga del sospettato e poi l’esplosione. Una nube nera avvolge tutto il quartiere di Rovigliano e mentre le fiamme divoravano il distributore la gente si riversa in strada per paura che esplodano i serbatoi interrati. Sul posto arriva anche il proprietario dell’impianto, Ferdinando Cesarano,  abita poco distante e viene ascoltato dai poliziotti. Potrebbe trattarsi della stessa persona che aveva messo a segno una rapina allo stesso distributore qualche giorno fa. Potrebbe essere una vendetta. Una questione personale. Ma per ora nessuna pista tramonta.

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