Scuola, si riparte il 24 novembre: ma i sindaci remano contro

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Scuola, si riparte il 24 novembre: ma i sindaci remano contro

Sulla carta le scuole dell’infanzia e le prime classi delle scuole elementari dovrebbero tornare in presenza da lunedì 24 novembre. Ma il rischio che questa apertura del Governatore si trasformi in un nulla di fatto è sempre più concreta. Il sindaco di Castellammare, due giorni fa, ha anticipato tutti disponendo la chiusura fino al 29 novembre. Altri sindaci dell’area dei Latttari lo avevano già fatto: è il caso di Nino Giordano a Lettere e di Costantino Peccerillo a Casola: scuole off-limits fino al 30 novembre. Ieri pomeriggio, poi, anche il sindaco di Gragnano, Paolo Cimmino ha deciso per la chiusura delle scuole fino al 29 novembre. Sul territorio ci sono altri sindaci che sarebbero pronti con un’ordinanza a sigillare l’ingresso anche ai bimbi più piccoli: è il caso di Vincenzo Catapano a San Giuseppe Vesuviano che fu il primo nell’area vesuviana a disporre la chiusura. Oppure Antonio Del Giudice, primo cittadino di Striano, che con una sua ordinanza ha addirittura vietato l’uscita da casa degli adolescenti. Facile immaginare, dunque, che sulle scuole applicherà lo stesso rigore. “Sarebbe da irresponsabili riaprire la scuola con questo scenario”scrivono in una lettera inviata al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, i 17 sindaci del comprensorio Agro-Aversano. Ci sono poi gli indecisi. Il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, valuterà tra domani e dopo domani il da farsi. In programma una riunione con i dirigenti scolastici. Così come Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio, che solo da ieri ha il suo assessore alla pubblica istruzione, che incontrerà come Buonajuto presidi e dirigenti per capire come muoversi. Chi, invece, sembra voler applicare alla lettera la norma della Regione è il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba che aprirà gli istituti. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il primo cittadino di Boscoreale, Antonio Diplomatico che sembra voler riaprire le classi. In questo caso, però, i sindaci dovranno fare i conti con la rivolta dei genitori che non vogliono più mandare i propri figli a scuola. Sull’ipotesi di riapertura, però, adesso anche la Regione sembra frenare: “I dati dello screening saranno esaminati dall’Unità di Crisi. Se avremo un tasso di bambini e insegnati positivi alto e sentiamo che non è garantita la sicurezza a scuola immagino che l’Unità di Crisi possa rivedere la scelta di riaprire. Di sicuro non andremo allo sbaraglio” le dichiarazioni dell’assessore all’istruzione della Regione Campania Lucia Fortini guardando allo screening di bombi e personale scolastico in vista della riapertura delle materne e della prima classe della primaria il 24 novembre. “La procedura di screening – spiega – è strategica per la ripresa, ci darà il quadro della situazione, ma la ripresa non è obbligatoria. Noi abbiamo chiuso per primi poi hanno chiuso anche in molte altre Regioni, quindi avevamo ragione e ora ponderiamo” le parole della Fortini.

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