La politica blocca il sistema sanitario: bocciati i Covid Hospital

Tiziano Valle,  

La politica blocca il sistema sanitario: bocciati i Covid Hospital

Gli ospedali di Castellammare di Stabia, Nola e Sorrento saranno un ibrido: continueranno a garantire l’assistenza ai pazienti non contagiati, ma allo stesso tempo dovranno mantenere i posti letto necessari per le persone infette. La riorganizzazione dell’Asl Napoli 3 Sud che ha avuto il via libera definitivo dall’Unità di Crisi della Regione Campania appena tre giorni fa certifica il fallimento dell’esperienza dei Covid Hospital. Non per la qualità del servizio offerto, quanto per l’impossibilità di fronteggiare un’ondata di contagi tale da mandare in tilt un sistema sanitario già fragile. E troppo spesso condizionato dalla politica.Nella prima fase dell’emergenza pandemica quando il virus ha quasi risparmiato la Campania, in provincia di Napoli è bastato riconvertire l’ospedale di Boscotrecase per dare respiro agli altri presidi e garantire i posti letto necessari ai pazienti che necessitavano di cure. La scelta di aprire un Covid Hospital fu celebrata come un successo dall’Asl Napoli 3 Sud a tal punto da spingere il governatore della Campania Vincenzo De Luca a fare la classica passerella per raccogliere applausi.Per la seconda ondata l’ospedale di Boscotrecase (che oggi conta 83 posti letto, più altri 8 che saranno attivati a breve) non è bastato, nessun piano “b” è stato preparato in tempo per reggere un prevedibile aumento dei contagi e De Luca non si è visto. Anzi, l’Asl Napoli 3 Sud dopo il goffo tentativo di aprire un altro Covid Hospital a Torre del Greco è stata costretta a rivedere le sue strategie. Soprattutto per volontà politica.La riconversione del Maresca di Torre del Greco grida vendetta, perché è stato bloccato un percorso di rilancio dell’ospedale per attivare appena 26 posti letto Covid. Una miseria se si considera il numero di pazienti che necessiterebbe di ricovero e staziona nei pronto soccorso o peggio nelle ambulanze.Il problema ruota attorno a Nola ed è qui che è scesa in campo la politica. L’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia è ritenuto centrale sul territorio, in considerazione del bacino d’utenza (in tempi normali in Campania è secondo solo al Cardarelli di Napoli per numero di accessi in pronto soccorso). Quindi l’ultimo, eventualmente, da riconvertire in presidio Covid. La scelta dell’Asl Napoli 3 Sud a seguito di un confronto con i sindacati dello scorso ottobre era quindi ricaduta sul presidio di Nola. Il Santa Maria della Pietà sarebbe dovuto diventare un Covid Hospital, anche perché avrebbe avuto una capacità ricettiva a pieno regime per 120 posti letto. Questo avrebbe consentito di trasformare il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia in una sorta di centro di smistamento verso i presidi impegnati a curare i pazienti infetti. Evitando la paralisi del reparto e le file delle ambulanze nel parcheggio. A frenare questo processo è stato proprio Vincenzo De Luca, tirato per la giacchetta da esponenti politici del nolano, dov’è ancora influente il democristiano Pasquale Sommese. Il governatore della Campania ha bloccato la riconversione del Santa Maria della Pietà e ieri il sindaco di Nola Gaetano Minieri ha esultato sostenendo che si trattasse di «una buona notizia per tutta l’area nolana-vesuviana-stabiese: oggi è una certezza l’ospedale Santa Maria della Pietà non sarà convertito in Covid Center – e ancora – Nessuna conquista, solo il frutto del lavoro di squadra di tutti noi sindaci che abbiamo lavorato per evitare il collasso sanitario sul territorio».

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